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Un nuovo Risorgimento è alle porte

La campagna contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e la pari dignità di tutti di fronte alla legge ha spinto un discreto gruppo di italiani a interessarsi alla vita politica. D’altra parte le lotte dei NO TAV, del popolo viola, degli studenti, dei precari, dei disoccupati, delle donne, del Movimento 5 stelle, dei Gruppi di Acquisto Solidale, delle Leghe dei Consumatori hanno avuto un successo di gran lunga superiore alle aspettative.

I tempi sono maturi dunque per una rivoluzione dei cittadini dal basso. Sfuggiti alla propaganda mediatica che li ha costretti per due decenni a un consumo irresponsabile, essi hanno capito, infatti, che le privatizzazioni fanno solo gli interessi dei produttori. Manifestano, pertanto, nelle piazze per tornare agli Enti Pubblici che funzionano, a un Welfare che non dilapida le risorse del Paese, alla centralità del lavoro e ai beni essenziali alla vita, come le energie rinnovabili, il verde, l’aria pulita, l’informazione, l’educazione, la salute.


Quanto sopra dimostra che la spinta propulsiva del mercato globale - che ha portato alla
mercificazione dell’uomo, alla corruzione del ceto politico e alla riduzione dei cittadini al ruolo di sudditi - è venuta meno e che gli italiani sono decisi a riprendersi i loro diritti e collaborare nella ricerca del bene comune.

Per conseguire questo obiettivo, è necessario realizzare la democrazia diretta, a cui si arriva introducendo nell’ordinamento il referendum propositivo, per proporre leggi favorevoli agli interessi dei cittadini, ed abolendo il quorum, per abrogare quelle che li danneggiano.

Suona come una condanna dell’operato della maggioranza, mentre dimostra che gli italiani sono pronti a intraprendere la strada della più volte auspicata svolta epocale, il fatto che, nonostante i ripetuti inviti a non votare, l’affluenza alle urne si sta rivelando superiore alle più rosee previsioni.


Pubblicato il 12/6/2011 alle 20.3 nella rubrica cultura.

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