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Il Disordine Mondiale sta giocando le sue ultime carte

Chi si è reso conto che, quando gli uomini vivevano in sintonia con la Natura, erano più soddisfatti di quanto non lo siano adesso, troverà utile capire come hanno fatto i neoliberisti a trasformarci in automi inconsapevoli della loro condizione.

Fino a non molti decenni fa la maggior parte dell’umanità viveva coltivando la terra. Il lavoro dipendente su larga scala era quasi sconosciuto. Ogni famiglia possedeva un pezzo di terra che bastava a renderla autosufficiente. Non esistevano conflitti di classe, la vita era semplice e le relazioni sociali gratificanti.

I neoliberisti, per impadronirsi delle nostre coscienze, ci hanno indotto a credere che abitare lontano dalle città affollate non dava molte soddisfazioni e che era meglio rinchiudersi in minuscoli bunker, fare i pendolari e concepire la vita come una lotta senza quartiere per guadagnare sempre di più.

Ci hanno poi indotti al consumo smodato di beni e servizi non necessari, con il pretesto che sarebbero serviti a lenire lo squallore della nostra vita.

Hanno inventato, infine, il multiculturalismo, per ricattare i lavoratori con la minaccia che, se non avessero accettato di lavorare più a lungo e con stipendi più bassi, avrebbero assunto gli immigrati.

E’ necessario quindi tornare alle piccole comunità auto-organizzate, che vivevano coltivando la terra e scambiandosi i prodotti, ricostituire i vincoli naturali dei quali ci hanno subdolamente privati, tornare alla solidarietà e farla finita con le guerre coloniali.

Negli ultimi tempi gli orientamenti delle popolazioni occidentali sono cambiati. Scelgono di vivere, infatti, quando questo è possibile, in paesi di medie dimensioni immersi nel verde, fare un lavoro tranquillo anche se non molto remunerativo e ridurre i consumi al minimo indispensabile.

Nello stesso tempo è indispensabile riprenderci la sovranità monetaria che abbiamo delegato all’Europa, uscendo dall’euro. La Grecia ha già pensato di farlo e altri Paesi membri della UE si accingono a seguirla. Prima o poi quindi l’economia fondata sul debito fallirà e il Trattato di Schengen sarà abrogato.

Non c’è nessun motivo per il quale dobbiamo sacrificarci agli interessi dei neoliberisti e rischiare una lunga e sanguinosa guerra civile, quando la nostra economia può rinascere con un semplice atto di volontà.


Pubblicato il 13/5/2011 alle 15.31 nella rubrica economia.

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