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Stiamo annientando la Natura




Un tempo le glaciazioni si alternavano a lunghi periodi di surriscaldamento della superficie terrestre. I cicli duravano decine o centinaia di millenni. Uomini e animali avevano, pertanto, tutto il tempo per adeguarsi ai cambiamenti climatici.

Negli ultimi tempi, invece, i cicli si sono ridotti a pochi decenni. Ai nostri tempi poi glaciazione e surriscaldamento hanno cominciato persino a coesistere, inducendo effetti devastanti sulle condizioni fisiche e le abitudini di vita delle popolazioni.

Nel diciannovesimo secolo le eruzioni dei vulcani Krakatoa e Monte Tambora provocarono un sensibile raffreddamento delle temperature globali. In quel periodo, infatti, nevicò in piena estate in diverse zone del pianeta.

Nel secolo scorso il risveglio dei vulcani in Islanda hanno riversato a getto continuo nell’atmosfera abnormi quantità di ceneri, polveri, gas e goccioline di acido solforico che, riverberando le radiazioni solari, hanno ridotto enormemente la quantità di calore che di solito arriva sulla crosta terrestre.

Qualche anno fa l'eruzione di uno di questi vulcani causò gravi danni al traffico aereo. I climatologi adesso temono che possano esserci effetti significativi sulle correnti in quota, l’andamento dei venti e l'abbassamento delle temperature globali.

La conseguenza di tutto questo è che nei Paesi dell’emisfero boreale le estati tardano ad arrivare e sono sempre più brevi, fredde e piovose, mentre in altri Paesi i ghiacci si sciolgono e il livello del mare si innalza, allagando le città costiere.

Alla luce di quanto sopra, dovremmo renderci conto che la tecnologia deve essere al servizio dell’uomo, se vogliamo evitare che metta a soqquadro l’equilibrio dell’ecosistema, annienti la Natura ed elimini la vita sul nostro pianeta.

Pubblicato il 21/4/2011 alle 15.36 nella rubrica tecnologia.

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