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I farmacisti irlandesi costretti a vendere la pillola del giorno dopo


Il nuovo codice di comportamento non permette più ai farmacisti irlandesi di invocare il credo cattolico per negare la pillola del giorno dopo. Il consiglio dei medici irlandesi, infatti, ha appena approvato la vendita al banco del Norlevo - un nuovo tipo di pillola del giorno dopo - senza bisogno di prescrizione.

Da parte sua la Società Farmaceutica Irlandese ha dichiarato che i farmacisti hanno l’obbligo di assicurare ai clienti la fornitura della pillola in un ragionevole lasso di tempo e che, se ne sono momentaneamente provvisti, devono essere in grado di riferire ai loro clienti a chi rivolgersi.

Il Pharmacy Act aveva già statuito che “i farmacisti sono obbligati ad attenersi al codice, laddove prescrive che la loro professione deve essere orientata a mantenere e migliorare il benessere, la cura e la sicurezza del paziente, assicurando che, quando non sono in grado di fornire le medicine prescritte, devono fare quanto è in loro potere perché le stesse siano fornite e la salute del paziente non sia messa a repentaglio”.

A questo punto viene spontaneo chiedersi perché il Parlamento, il Consiglio dei Medici e la Società Farmaceutica Italiana non si comportano allo stesso modo. Anche la società irlandese è sufficientemente religiosa, eppure le sue istituzioni hanno saputo adeguarsi al principio della laicità. E’ mai possibile che dobbiamo essere sempre gli ultimi in tutti i campi a emanare leggi di respiro europeo?


Pubblicato il 17/3/2011 alle 18.53 nella rubrica diritti civili.

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