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L'idrovora vaticana

 

Gli operai che muoiono per l’inosservanza delle leggi che riguardano la sicurezza sul lavoro, quelli che si tolgono la vita perché non riescono a sfamare i loro familiari, quelli che un lavoro non l’hanno mai trovato,  quelli che devono accontentarsi di svolgere un’attività precaria che non offre loro nessuna prospettiva di inserimento in una società sempre più matrigna molto probabilmente non sanno che l’8x1.000 non è l’unica tassa che paghiamo, a volte senza che neppure ce ne rendiamo conto, per ricompensare la Chiesa cattolica di quello che fa per i poveri e i sofferenti.
Chi segue il dibattito che ogni anno, all’avvicinarsi della denuncia dei redditi, si accende su questo tema, sa bene, invece, che le gerarchie ecclesiastiche godono, oltre che di enormi privilegi, di un numero imprecisato di entrate ed esenzioni, che consentono loro, che già vivono negli agi, di sottrarre disinvoltamente un fiume di danaro dalle tasche di quelli che, pur lavorando dieci o dodici ore al giorno, non ce la fanno ad arrivare a fine mese.
Da una ricerca sul WEB ci si può fare un’idea approssimativa delle entrate e delle esenzioni che hanno fatto del Vaticano una potenza finanziaria.
Anche se difficilmente si può arrivare a conoscere l’entità precisa delle somme incassate per le singole voci, è abbastanza agevole arrivare  alla conclusione che la somma complessiva incamerata dall’idrovora vaticana corrisponde a circa tre miliardi di euro (6.000.000.000.000 delle vecchie lire), vale a dire più o meno tre volte la somma che la Chiesa cattolica percepisce ogni anno con l’8x1.000    
ENTRATE
Assunzione di migliaia di insegnanti di religione nelle scuole pubbliche.
Assunzione di Assistenti religiosi negli ospedali pubblici.
Finanziamenti alle Scuole private.
Finanziamenti per le Ricorrenze religiose.
Versamenti al fondo speciale per il pensionamento del clero.
Spese per la manutenzione degli edifici e dei monumenti religiosi.
Obbligo per i Comuni di versare alle diocesi il 7% degli introiti per le opere di urbanizzazione.
Versamenti alla Curia patriarcale di Venezia.
Finanziamenti a Radio Maria per potenziare la tecnologia nel settore della radiofonia.
Convenzioni per scuola e sanità.
Finanziamenti al Vaticano per dotarlo di un proprio sistema di depurazione delle acque.
Offerte dei fedeli alle parrocchie.
Privilegi concessi agli oratori

ESENZIONI
 
Esonero dal pagamento dell’ICI esteso alle strutture commerciali.
Esenzione dal pagamento dell’IRPEF, IRES e di altre imposte.
Esenzione dal pagamento per la somministrazione di cinque milioni di metri cubi d’acqua l’anno.
Esenzione dal pagamento per la manutenzione delle fogne.
Esenzione dal pagamento della somma dovuta per la costruzione di un depuratore.
Esenzione fiscale totale per parrocchie ed Enti ecclesiastici.
Esenzione dalle imposte sugli immobili di proprietà del Vaticano.
Elusione fiscale legalizzata del turismo cattolico.
Questa massa di denaro, che susciterebbe in qualsiasi parte del mondo un’ondata di scandali di dimensioni apocalittiche, viene incassata senza che la Chiesa si degni nemmeno di ringraziare lo Stato italiano. Questo, invece, viene ripagato della sua generosità, violando il Concordato, lanciando una crociata permanente  contro le libertà personali e i diritti civili dei cittadini, dettando l’agenda politica al Parlamento e intromettendosi con fastidiosa tracotanza nella nostra privacy.
Qualcuno si chiederà perché lo Stato italiano regala questo fiume di denaro a una Chiesa in seno alla quale sta covando da tempo uno scisma che si prevede più devastante di quello che diede vita alla Riforma.
 
La risposta è semplice. Più elettori si astengono alle consultazioni elettorali e più la Casta Politica teme per la fine dei suoi privilegi. Per mantenere il potere non le resta altra strada che stringere un accordo con la Casta Religiosa, in base al quale questa le fornisce i voti dei cattolici, pretendendo in cambio sempre più onori, privilegi e denaro.

Ma il tempo non gioca a loro favore. La crisi economica globale e il crollo della credibilità nei confronti di uomini vecchi e dalle idee antiquate non consentono di imporre ai cittadini ulteriori sacrifici. I finanziamenti alla Chiesa saranno tagliati, per non incappare anche noi nella situazione che sta strangolando l’economia greca in questi giorni. La Casta politica avrà sempre meno voti. E il Parlamento immobile, corrotto e inefficiente sarà spazzato via in un modo o nell’altro. 
 
Solo quando questi eventi si verificheranno si spezzerà il circolo vizioso che finora ha permesso a Stato e Chiesa di sostenersi a vicenda e cominceremo finalmente a respirare aria nuova.  

Pubblicato il 8/5/2010 alle 19.15 nella rubrica politica interna.

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