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Rompiamo il silenzio sulla strage degIi innocenti.

Per riprendere a parlare della storia di Kevin Annett, il reverendo ridotto allo stato laico, diffamato, perseguitato, aggredito e imprigionato dalla Chiesa cattolica inglese per aver rivelato i crimini prepetrati per decenni nelle scuole residenziali canadesi dai preti che le dirigevano, Atlantic Free Press, Circolo Pasolini, Nativi Americani e altri siti hanno rimesso in circolo un film-documentario, "Repentant", nel quale i sopravvisuti  raccontano che, per farli tacere, i responsabili del genocidio li violentavano con un pistone, li drogavano e li minacciavano di morte.    
La 
via Crucis del religioso è cominciata un paio di decenni fa, quando, indignato dalle dichiarazioni dei testimoni oculari di quanto era accaduto in quelle scuole negli anni '70, avviò un'indagine per saperne di più. In seguito denunciò gli orrori di cui era venuto a conoscenza in un libro, "L'olocausto canadese", che fece il giro del mondo, e organizzò programmi radiofonici  per tenere informato il suo pubblico, ma non riuscì a creare un movimento di opinione che lo sostenesse nella sua lunga battaglia per la ricerca della verità. 
Tuttavia, grazie alla sua tenacia, si venne a sapere che migliaia di bambini erano stati sottratti ai loro genitori, seviziati, picchiati selvaggiamente, sterilizzati, stuprati, costretti a parlare solo in inglese e a convertirsi alla religione cattolica.
Quelle atrocità senza fine causarono la morte di 50.000 vittime innocenti, i cui resti furono trovati diversi anni dopo, grazie alle dichiarazioni dei loro compagni di scuola.
Nello stesso tempo il rinvenimento fortuito di documenti compromettenti provò che i responsabili del genocidio facevano parte di una vasta rete di pedofili e pedopornografi.
Chiamato in causa, il papa, per dare a intendere che quello che sembrava  a tutti un crimine mostruoso non era che un peccato da redimere con una banale richiesta di scuse, si adoprò a sminuirne la gravità, definendo "deplorevole condotta" quella di "alcuni membri della Chiesa", che avevano causato "la sofferenza di alcuni bambini indigeni."
Constatato che, nonostante l'intervento del papa, i vertici ecclesiastici non mostravano alcuna intenzione di procedere all'identificazione dei responsabili di tanta barbarie per denunciarli all'autorità giudiziaria, lo scorso ottobre Annet portò i risultati delle sue indagini in Vaticano insieme alla richiesta rivolta al papa dai genitori delle vittime di presentarsi davanti al Tribunale Internazionale per i crimini di guerra, per rispondere all'accusa di crimine contro l'umanità. 
Ma fino a questo momento non è arrivata ancora una risposta.

 http://circolopasolini.splinder.com/post/22516818/Il+genocidio+canadese 
http://www.nativiamericani.it/?p=2572 
http://www.atlanticfreepress.com/news/1/2717-unrepentant-kevin-annett-and-canadas-genocide.html

Pubblicato il 26/4/2010 alle 10.31 nella rubrica diritti civili.

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