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Gli americani hanno smesso di sognare

 

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Sono stati gli irresponsabili che siedono alla Casa Bianca a determinare la catastrofe economica che stiamo vivendo sulla nostra pelle.
Per conseguire l'obiettivo di impadronirsi delle risorse planetarie a scapito del resto dell'umanità, hanno fatto credere a milioni di sprovveduti che, grazie alle loro politiche neiliberiste, avrebbero avuto tutti una casa da sogno, un SUV, abiti firmati e status symbol a profusione e un conto in banca degno di un nababbo.
Come se non avessimo superato il picco di produzione del petrolio, i terreni non stessero perdendo la loro fertilità, non ci fossero continui terremoti e la popolazione mondiale non stesse per raggiungere i sette miliardi.
La società americana è malata di un male antico: l'ossessione di trasformare il pianeta in un enorme mercato nel quale robot programmati arraffano denaro a più non posso.
Fino a dieci anni fa nelle metropoli americane si potevano vedere ancora persone che consumavano i loro pasti in piedi nelle rosticcerie a prezzo fisso; negozianti che si alzavano alle cinque del mattino per non perdere i clienti e guadagnavano quanto basta per sopravvivere; facchini con gli occhi lucidi di gioia che contavano i soldi delle mance e uomini-sandwich che tampinavano i turisti come belve in cerca di prede.
Oggi la crisi ha cambiato tutto. Il debito pubblico ha raggiunto gli 11.000 miliardi di dollari, la rete di sicurezza sociale è stata smantellata, i disoccupati sono diventati una marea, i consumi sono crollati, le case vengono pignorate e abbandonate, la maggior parte della popolazione vive di assegni alimentari.
Una volta questi problemi venivano risolti con le guerre. Ma la guerra oggi non può che essere globale e l'America sa che Russia e Cina, e forse anche l'India, possiedono missili intercontinentali in grado di distruggerla.
Gli americani hanno capito che il capitalismo è fallito, lasciando sul terreno fame, disperazione, giovani allo sbando che si aggirano tra le sue macerie e una massa enorme di drogati, affiliati alla malavita, squilibrati e aspiranti suicidi.
Il sogno si è traformato in un incubo dal quale purtroppo apare sempre più diufficile uscire.

Pubblicato il 28/1/2010 alle 12.37 nella rubrica diario.

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