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La rivolta degli schiavi

Rivolta degli immigrati a Rosarno, in Calabria: alcuni braccianti agricoli, che vivono in condizioni di estrema povertà, hanno distrutto auto e cassonetti dopo aver subito un attacco da parte di anonimi con un'arma ad aria compressa (Ansa)  

Gli immigrati di Rosarno si ribellano  http://www.youtube.com/watch?v=2Fx8bSIqOAk


La globalizzazione ha creato l'immigrazione selvaggia dei dannati della terra, allettandoli con la promessa di una vita più degna, per consentire alla criminalità organizzata di trattarli come carne da macello.
Gli immigrati, che si spaccano la schiena per meno di due euro al giorno, dormono nei casolari abbandonati, non possono lavarsi né riscaldarsi, vengono portati a lavorare nei campi a bordo dei carri utilizzati per  trasportare le bestie, in nome della logica capitalista, che non ha nessun riguardo per la vita altrui, come si evince dalle leggi disumane che la maggioranza che ci governa emana nei loro confronti.
In un simile contesto di illegalità era scontato che sarebbe bastata una scintilla a provocare l'esplosione della rabbia accumulata in due decenni di umiliazioni, sfruttamento e mancato rispetto di quei diritti umani che pretendiamo siano rispettati da Paesi più evoluti del nostro.
Il ferimento  di due immigrati con una pistola ad aria compressa da parte di persone del posto che non sono state ancora identificate, infatti, ha fornito lo spunto alla comunità per scatenare una protesta nel corso della quale, armata di mazze e bastoni, ha distrutto centinaia di auto in sosta.
Adesso gli abitanti di Rosarno vogliono cacciarli dal paese. Evidentemente non si rendono conto che questa decisione finirebbe per ritorcersi contro di loro, in quanto l'agricoltura dell'Italia meridionale attraversa un periodo di crisi profonda, e che solo gli immigrati possono tenerla in vita con i loro sacrifici.
La disoccupazione è arrivata a livelli intollerabili e sta trasformando i luoghi di lavoro in altrettanti campi di battaglia. Quando, nelle prossime settimane, il già misero salario dei lavoratori italiani scenderà a una media di 600 euro mensili, ovvero due euro e mezzo l'ora, solo di poco superiore a quello degli immigrati, questi saranno costretti a ribellarsi allo stesso modo. 
La schiavitù non può essere accettata dagli esseri umani del ventunesimo secolo. E' necessario dunque che si subito ponga fine alla barbarie del liberismo
Il tempo dell'attesa volge al termine. I politici non possono andare avanti a tergiversare di fronte alla prospettiva di vedere l'Italia trasformata in un Paese del Terzo Mondo.

Pubblicato il 8/1/2010 alle 17.20 nella rubrica società.

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