dal mio corrispondente inglese John Hunt
Mentre numerosi dimostranti contestavano il Papa
agitando enormi cartelli, Peter Tatchell, leader indiscusso della protesta
contro il papa, ha detto che non è giusto che i contribuenti siano costretti a pagare
12.000 sterline per la sua visita.
Le contestazioni sono cominciate quando il papa, ha
cominciato a esporre a Westminster Hall le sue inaccettabili prese di posizione
e sono andate avanti sabato con la Marcia Pope-Nope da Hyde Park Corner a
Downing Street.
La protesta si è incentrata sul modo in cui la chiesa
cattolica ha gestito gli scandali dei minori stuprati, l’atteggiamento della
chiesa nei riguardi dei diritti delle donne e degli omosessuali e la presa di
posizione contro i condom.
Parlando delle posizioni intolleranti del papa, Tatchell
lo ha invitato ad aprire gli archivi e di consegnarli alle forze di polizia, se
non vuole che si dubiti della sincerità delle sue scuse. Finora si è scusato per
gli errori altrui. Ora è tempo che si scusi per il suo fallimento nell’affrontare
gli abusi sessuali nella chiesa.
Derek Lennard, difensore dei diritti dei GLB, ha detto
che, quando il papa si pronuncia su queste persone e sull’aborto, dice cose odiose
che provocano problemi in tutto.
Ben Carey ha detto che la chiesa cattolica ha fallito
nel trattare in modo appropriato le accuse di abusi sui minori. Il modo in cui
l’ha fatto dimostra che non può assumersi più il ruolo di leadership morale,
perché ha difeso l’istituzione piuttosto che i bambini di cui doveva aver cura.
Le manifestazioni si sono concluse con gli interventi di
Richard Dawkins e dei rappresentanti
dello SNAP, delle Donne Contro il Fondamentalismo e dell’Associazione
Umanista Britannica.
alessandro capece
| inviato da
1870 il 20/9/2010 alle 20:33 | |