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26 marzo 2011
I cattolici americani sono favorevoli ai matrimoni gay


Un nuovo sondaggio scopre che la maggioranza dei cattolici americani sostengono i diritti dei gay. In dettaglio, il 53% ritiene che abbiano il diritto di sposarsi e il 35% sono favorevoli alle Unioni Civili. Solo il 20% è contrario al riconoscimento di qualsiasi relazione omosessuale.

Dallo stesso sondaggio, inoltre, è venuto fuori che il 39% non è d’accordo con la chiesa per il modo in cui tratta il problema dell’omosessualità, il 56% crede che questa non sia un peccato e il 71% sostiene il matrimonio tra gay, a condizione che sia celebrato da un ufficiale dello Stato Civile.

In una successiva conferenza, tenuta per commentare i risultati del sondaggio, il dott. Dillon, professore di sociologia e presidente dell’omonimo dipartimento presso l’Università del New Hampshire, ha detto che questi risultati dimostrano che l’atteggiamento della società americana nei confronti dei gay sta cambiando rapidamente e che tra i cattolici americani e il vaticano si sta scavando un solco.

"La maggior parte degli americani pensa – ha proseguito l’illustre studioso – che si possa essere buoni cattolici e non andare d’accordo con gli insegnamenti del vaticano. Il matrimonio tra omosessuali, il divorzio e la fecondazione artificiale sono diventati argomenti sui quali i credenti hanno il diritto di formarsi delle opinioni personali."



19 marzo 2011
La persecuzione dei gay non ha nulla di cristiano



Entro il 2011 sarà consentito ai gay inglesi di sposarsi nelle chiese, nelle sinagoghe e in qualsiasi altro luogo di culto. Nel frattempo i ministri stanno preparando il terreno per la ridefinizione del matrimonio civile per poter applicare questo termine anche alle coppie omosessuali.

Per adesso nessuna confessione religiosa sarà obbligata a celebrare unioni civili contro la sua volontà. Comunque il segretario di Stato ha avvertito che, prima o poi, un prete potrà essere perseguito per essersi rifiutato di celebrare un matrimonio gay in chiesa. Sarà necessario solo dimostrare che è irragionevole che alcune confessioni lo consentano ed altre no.

I conservatori inglesi si sono dichiarati nettamente contrari a questa riforma, mentre i progressisti hanno mostrato la loro delusione per il fatto che i conservatori si stiano ancora interrogando se sia giusto fare a meno del matrimonio tradizionale tra un uomo e una donna. Essi si chiedono perché le coppie gay, alle quali è già stato riconosciuto il diritto di sposarsi secondo la formula delle Unioni Civili, vogliono che la loro vincolo sia chiamata matrimonio.




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17 marzo 2011
I farmacisti irlandesi costretti a vendere la pillola del giorno dopo

Il nuovo codice di comportamento non permette più ai farmacisti irlandesi di invocare il credo cattolico per negare la pillola del giorno dopo. Il consiglio dei medici irlandesi, infatti, ha appena approvato la vendita al banco del Norlevo - un nuovo tipo di pillola del giorno dopo - senza bisogno di prescrizione.

Da parte sua la Società Farmaceutica Irlandese ha dichiarato che i farmacisti hanno l’obbligo di assicurare ai clienti la fornitura della pillola in un ragionevole lasso di tempo e che, se ne sono momentaneamente provvisti, devono essere in grado di riferire ai loro clienti a chi rivolgersi.

Il Pharmacy Act aveva già statuito che “i farmacisti sono obbligati ad attenersi al codice, laddove prescrive che la loro professione deve essere orientata a mantenere e migliorare il benessere, la cura e la sicurezza del paziente, assicurando che, quando non sono in grado di fornire le medicine prescritte, devono fare quanto è in loro potere perché le stesse siano fornite e la salute del paziente non sia messa a repentaglio”.

A questo punto viene spontaneo chiedersi perché il Parlamento, il Consiglio dei Medici e la Società Farmaceutica Italiana non si comportano allo stesso modo. Anche la società irlandese è sufficientemente religiosa, eppure le sue istituzioni hanno saputo adeguarsi al principio della laicità. E’ mai possibile che dobbiamo essere sempre gli ultimi in tutti i campi a emanare leggi di respiro europeo?


28 aprile 2010
Adotteremo i bambini "a prescindere"

Una coppia ha presentato un'istanza di adozione al Tribunale dei minorenni di Catania, dichiarando di non essere disponibile ad accettare bambini di pelle scura. E il Tribunale ha dichiarato i coniugi idonei.
Considerando questa decisione palesemente discriminatoria, l'associazione AIMI, Amici dei bambini, ha presentato un esposto in Cassazione, sostenendo che gli aspiranti genitori adottivi che esprimono una preferenza per le caratteristiche della loro razza, come la pelle bianca, devono essere considerati privi dei requisiti necessari all'adozione. 
La Cassazione ha accolto il principio, esprimendo un orientamento favorevole alla logica contraria alla discriminazione razziale. Ma adesso le Sezioni Unite devono approvarlo, perché abbia effetti erga omnes.
Da quel momento quindi non sarà più possibile adottare un bambino esprimendo una preferenza relativa alle caratteristiche razziali.
Qualcuno ha protestato contro la tendenza attuale della Giurisprudenza a invadere la privacy dei cittadini, nel timore che domani qualcuno pretenderà di imporci persino la scelta del coniuge senza neanche la possibilità di una valutazione estetica. Ma nel complesso la decione è stata giudicata positivamente.


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26 aprile 2010
Rompiamo il silenzio sulla strage degIi innocenti.

Per riprendere a parlare della storia di Kevin Annett, il reverendo ridotto allo stato laico, diffamato, perseguitato, aggredito e imprigionato dalla Chiesa cattolica inglese per aver rivelato i crimini prepetrati per decenni nelle scuole residenziali canadesi dai preti che le dirigevano, Atlantic Free Press, Circolo Pasolini, Nativi Americani e altri siti hanno rimesso in circolo un film-documentario, "Repentant", nel quale i sopravvisuti  raccontano che, per farli tacere, i responsabili del genocidio li violentavano con un pistone, li drogavano e li minacciavano di morte.    
La 
via Crucis del religioso è cominciata un paio di decenni fa, quando, indignato dalle dichiarazioni dei testimoni oculari di quanto era accaduto in quelle scuole negli anni '70, avviò un'indagine per saperne di più. In seguito denunciò gli orrori di cui era venuto a conoscenza in un libro, "L'olocausto canadese", che fece il giro del mondo, e organizzò programmi radiofonici  per tenere informato il suo pubblico, ma non riuscì a creare un movimento di opinione che lo sostenesse nella sua lunga battaglia per la ricerca della verità. 
Tuttavia, grazie alla sua tenacia, si venne a sapere che migliaia di bambini erano stati sottratti ai loro genitori, seviziati, picchiati selvaggiamente, sterilizzati, stuprati, costretti a parlare solo in inglese e a convertirsi alla religione cattolica.
Quelle atrocità senza fine causarono la morte di 50.000 vittime innocenti, i cui resti furono trovati diversi anni dopo, grazie alle dichiarazioni dei loro compagni di scuola.
Nello stesso tempo il rinvenimento fortuito di documenti compromettenti provò che i responsabili del genocidio facevano parte di una vasta rete di pedofili e pedopornografi.
Chiamato in causa, il papa, per dare a intendere che quello che sembrava  a tutti un crimine mostruoso non era che un peccato da redimere con una banale richiesta di scuse, si adoprò a sminuirne la gravità, definendo "deplorevole condotta" quella di "alcuni membri della Chiesa", che avevano causato "la sofferenza di alcuni bambini indigeni."
Constatato che, nonostante l'intervento del papa, i vertici ecclesiastici non mostravano alcuna intenzione di procedere all'identificazione dei responsabili di tanta barbarie per denunciarli all'autorità giudiziaria, lo scorso ottobre Annet portò i risultati delle sue indagini in Vaticano insieme alla richiesta rivolta al papa dai genitori delle vittime di presentarsi davanti al Tribunale Internazionale per i crimini di guerra, per rispondere all'accusa di crimine contro l'umanità. 
Ma fino a questo momento non è arrivata ancora una risposta.

 http://circolopasolini.splinder.com/post/22516818/Il+genocidio+canadese 
http://www.nativiamericani.it/?p=2572 
http://www.atlanticfreepress.com/news/1/2717-unrepentant-kevin-annett-and-canadas-genocide.html


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23 aprile 2010
Si è consumato l'ennesimo sfregio alla Costituzione

L'ultima manovra per mortificare la laicità dello Stato ha avuto successo anche grazie al muro del silenzio eretto dai media.
Il testo base del
testamento biologico in discussione alla Camera - apprendiamo dal Comunicato Stampa emesso dal consiglio Comunale di Bologna - non prevedeva il caso che il fiduciario non fosse stato nominato.
Per ovviare alla distrazione del legislatore,  il Partito Democratico aveva presentato un emendamento che estendeva ai conviventi la possibilità di essere indicati come fiduciari dal testatore.
La maggioranza in difficoltà ha preso la palla al balzo, facendo da sponda alla pretesa della Chiesa di imporre agli italiani un modello di vita superato. Ha bocciato, infatti, l'emendamento e ne ha fatto approvare un altro di segno opposto.
Questo accanimento nel negare alle persone omosessuali i diritti che la Costituzione  concede a tutti denuncia la consapevolezza da parte della Chiesa di una crescente difficoltà nel proporsi come depositaria di verità assolute.
E' necessario quindi che i laici facciano pressione sui Comuni che non hanno ancora istituito il registro dei testamenti biologici, perché vengano resi operativi prima che la legge liberticida della maggioranza soffochi definitivamente l'anelito alla libertà che aveva caratterizzato le battaglie laiche dell'ultimo decennio. 


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13 aprile 2010
La Consulta ha preferito lavarsene le mani

Le norme che vietano i matrimoni gay rispettano o meno l'articolo 3 della Costituzione, per il quale tutti gli uomini sono eguali di fronte alla legge senza distinzione di "sesso", razza, lingua o religione?
Non potendo essere la risposta che negativa, la Consulta avrebbe dovuto accogliere l'eccezione di incostituzionalità sollevata dal tribunale di Venezia.
E invece i ricorsi relativi ai matrimoni gay sono stati respinti con una doppia motivazione: l'organo competente a decidere sulla questione è il Parlamento e la diversità sessuale è necessaria per definire matrimonio l'unione di due individui. Ancora una volta dunque i diritti civili non sono riusciti farsi strada. Ancora una volta le minoranze o presunte tali sono state relegate in un ghetto. 
I giudici avrebbero dovuto pronunciarsi sulla legittimità costituzionale di quelle norme, ma hanno preferito scaricare le loro responsabilità sul Parlamento, che prevedibilmente, almeno nel breve periodo, non prenderà nessuna decisione in merito.  

Fortunatamente però l'ipotesi di una modifica della Costituzione sbandierata da qualche buontempone non ha nessua possibiltà di essere presa in considerazione. L'Europa non consentirebbe mai a un suo Stato membro di statuire che i gay non sono meritevoli della tutela costituzionale.
Ai sostenitori dei diritti civili non resta quindi che presentare ricorso alla Corte di Strasburgo.


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7 aprile 2010
Mi consenta di sposare il prete che amo

La pedofilia nelle fila del clero, dopo essersi diffusa come i cerchi nell'acqua, sta portando alla superficie tutte le contraddizioni di una Chiesa sempre più autoreferenziale, che preferisce cercare la verità in una raccolta di leggi e regole di convivenza vecchie come il cucco piuttosto che fare i conti con una realtà che le appare sempre più lontana.
Un gruppo di donne che convivono con un prete, stanche di essere costrette a scegliere tra vivere i loro affetti nella clandestinità, sacrificare i propri sentimenti  in nome di un bene più grande o fuggire dalla Chiesa, hanno scritto una lettera al Papa - ha riportato recentemete IL DIALOGO (www.ildialogo.org) - perché prenda immediatamente atto della drammaticità della loro situazione.
"Siamo costrette a vivere nell'anonimato i pochi attimi che il prete può concedere - scrivono queste donne, che si firmano coraggiosamente con nome e cognome - e viviamo i dubbi e le insicurezze dei nostri uomini, supplendo alle loro carenze affettive e subendo le conseguenze dell'obbligo al celibato".
In effetti il celibato sacerdotale fu imposto per accrescere le entrate della Chiesa e non per consentire al clero di dedicare più tempo agli altri o perché Gesù, pur vivendo in mezzo ad apostoli sposati, aveva scelto di restare celibe, come le gerarchie cercano pretestuosamente di far credere.
Questa legge dunque non ha nulla di sacro, in quanto è solo una regola che la Chiesa si è data per conseguire un suo obiettivo contingente senza tener conto del diritto fondamentale delle persone di avere una vita di relazione autentica, di provare dei sentimenti, di amare ed essere amate.
Le firmatarie della lettera
, pertanto, chiedono al Papa di mettere in discussione una legge ritenuta da tutti il retaggio medioevale di un'esistenza che si nutriva di inanerrabili sofferenze, per eliminarla o almeno apportarvi delle modifiche atte a renderla più conforme al costume della Natura.
Considerato che oggi ben pochi si indignano nel sentir parlare di relazioni clandestine, liberazione della donna o eguaglianza dei diritti, una decisione della Chiesa su questa legge incommensurabilmente obsoleta sarebbe vista come il primo segnale di un sincero desiderio di riconciliarsi con il mondo.


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3 aprile 2010
Un Paese sempre più misogeno

Il clero cattolico è affetto da una inguaribile misoginia, come dimostrano chiaramente le parole e gli scritti del fondatore del cristianesimo, dei Papi, dei Padri e dei Dottori della Chiesa e persino dei suoi Riformatori.
Il persistere di questo atteggiamento odioso, che denota la sua incapacità di adeguarsi alla evoluzione della società, ha incoraggiato autorevoli esponenti della Lega a proclamare che avrebbero bloccato la diffusione della RU 486.
Questa volta, tuttavia, la risposta dei politici favorevoli alla promozione dei diritti civili non si è fatta attendere. Il segretario del PD, il Ministro della Salute e l'onorevole Prestigiacomo, infatti, hanno ribattuto che nessuno -  neppure il Papa, come ha ribadito più tardi l'on. Cacciari - può incitare i cittadini a non accettare le leggi dello Stato. L'onorevole Ignazio Marino ha detto che i politici non possono intromettersi nella relazione professionale tra medico e paziente. E il Presidente della Camera ha fatto notare che il Parlamento non c'entra niente con la pillola abortiva, la cui vendita peraltro è stata autorizzata dall'agenzia europea del farmaco.
La frettolosa marcia indietro dei due esponenti leghisti dimostra chiaramente che ribattere colpo su colpo agli attacchi della maggioranza è un atteggiamento che paga.
Da quando la Nuova Europa si è assunto l'impegno di tutelare le minoranze, i tentativi di tenerle in scacco per assoggettarle alla loro volontà si configurano sempre più come una lotta contro i mulini a vento.


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