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l'informazione vi distruggerà
22 aprile 2011
I giapponesi sognano di rifarsi una vita in Russia


Convinti che un’intensa attività geologica continuerà a sconvolgere la loro terra, i giapponesi che hanno perduto la casa e il lavoro quando una serie di terremoti e un pauroso tsunami hanno messo fuori uso l’impianto nucleare di Fukushima vorrebbero ricostruire sul territorio russo i treni monorotaia, produrre le bambole di porcellana, celebrare il rito del tè e continuare a rispettare le loro tradizioni.

Numerosi americani, cinesi, australiani ed europei stanno mandando ai loro sventurati fratelli grosse somme di denaro, per aiutarli a realizzare il loro sogno. La Russia ha mostrato il proprio interesse a venire incontro ai loro desideri, offrendo immediatamente il suo aiuto, mandando alimentari e sanitari, squadre di soccorso e tecnici per assisterli nell’operazione di spegnimento del fuoco nelle centrali nucleari.

Trecento russi, infine, hanno fatto sapere di essere pronti a recarsi in Giappone per dare una mano alle persone in difficoltà e l’Ufficio per l’Emigrazione ha manifestato la sua disponibilità a fornire visti e vacanze di lavoro ai cittadini giapponesi che hanno perso il lavoro.

21 aprile 2011
Stiamo annientando la Natura



Un tempo le glaciazioni si alternavano a lunghi periodi di surriscaldamento della superficie terrestre. I cicli duravano decine o centinaia di millenni. Uomini e animali avevano, pertanto, tutto il tempo per adeguarsi ai cambiamenti climatici.

Negli ultimi tempi, invece, i cicli si sono ridotti a pochi decenni. Ai nostri tempi poi glaciazione e surriscaldamento hanno cominciato persino a coesistere, inducendo effetti devastanti sulle condizioni fisiche e le abitudini di vita delle popolazioni.

Nel diciannovesimo secolo le eruzioni dei vulcani Krakatoa e Monte Tambora provocarono un sensibile raffreddamento delle temperature globali. In quel periodo, infatti, nevicò in piena estate in diverse zone del pianeta.

Nel secolo scorso il risveglio dei vulcani in Islanda hanno riversato a getto continuo nell’atmosfera abnormi quantità di ceneri, polveri, gas e goccioline di acido solforico che, riverberando le radiazioni solari, hanno ridotto enormemente la quantità di calore che di solito arriva sulla crosta terrestre.

Qualche anno fa l'eruzione di uno di questi vulcani causò gravi danni al traffico aereo. I climatologi adesso temono che possano esserci effetti significativi sulle correnti in quota, l’andamento dei venti e l'abbassamento delle temperature globali.

La conseguenza di tutto questo è che nei Paesi dell’emisfero boreale le estati tardano ad arrivare e sono sempre più brevi, fredde e piovose, mentre in altri Paesi i ghiacci si sciolgono e il livello del mare si innalza, allagando le città costiere.

Alla luce di quanto sopra, dovremmo renderci conto che la tecnologia deve essere al servizio dell’uomo, se vogliamo evitare che metta a soqquadro l’equilibrio dell’ecosistema, annienti la Natura ed elimini la vita sul nostro pianeta.

19 aprile 2011
La trappola di Sarkozy



Gli esperti sono terrorizzati dall’idea che il Giappone finirà per inabissarsi come l’Atlantide e che gli oceani, le terre e i cieli saranno inquinati dalla radioattività. Ma i nostri politicanti dalla faccia di bronzo, nella pia illusione che al referendum non sarà raggiunto il quorum, tacciono, minimizzano o giurano con una mano sul cuore che, in quanto a sicurezza, i 4 reattori che ci sta rifilando la Francia sono imbattibili.

Che tale sicurezza sia campata in aria lo dimostrano i fatti che seguono. Questi strumenti di morte sono stati progettati 30 anni fa. Sono praticamente inutili. Non funzioneranno prima del 2030. Non assicurano una produzione adeguata di energia elettrica. I costi per realizzarli sono proibitivi. Non offrono nessuna sicurezza. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e altri Paesi, che avevano deciso di acquistarli, si sono rifiutati di farlo dopo gli opportuni controlli.

In altre parole, l’offerta di centrali nucleari di ultima generazione, che la Francia non era riuscita a rifilare a nessuno, sono il classico frutto avvelenato, servito a un’orda di politicanti avidi e senza scrupoli, ma inesperti, inclini al rabbercio e incredibilmente superficiali.

Queste brevi considerazioni dovrebbero essere sufficienti a convincere gli italiani a votare SI per esprimere la loro avversione al nucleare.

Al referendum del 12 e 13 giugno esprimiamo la nostra preferenza per le energie rinnovabili, pulite, poco costose e sicure, abrogando la legge sul nucleare con un SI chiaro e netto.

La vittoria degli antinuclearisti ci spronerà a coalizzarci dietro la bandiera del cambiamento. Sarà la dimostrazione che abbiamo raggiunto il punto di non ritorno e siamo pronti a difendere, con gli strumenti democratici che ci ha conferito la Costituzione, i diritti acquisiti, la legalità, la pace e la centralità del lavoro.


12 aprile 2011
La tecnologia si ritorcerà contro di noi

Finora abbiamo tremato di fronte agli tsunami scatenati dalla Natura. Adesso dobbiamo aver paura che, se i potenti della Terra non rinsaviscono, ci troveremo di fronte a uno tsunami economico di dimensioni bibliche, che potrebbe determinare l’estinzione della nostra specie.

Ma dalla follia che negli ultimi decenni infierisce sull’umanità non sembriamo purtroppo in grado di guarire. I neoliberisti, infatti, preoccupati esclusivamente dei loro profitti, ci invitano a stimolare i consumi per aumentare la produzione. E’ chiaro che mirano a trasformarci in automi al servizio del meccanismo che hanno escogitato per arricchirsi a nostre spese.

Gli economisti capaci di pensare ancora con la loro testa invitano, invece, i neoliberisti a produrre di meno, perché i nostri mercati sono saturi e di quelli disponibili ad acquistare i nostri prodotti se ne vedono sempre meno all’orizzonte.

E’ vero che, seguendo questa strada, il meccanismo imploderà e l’implosione ci renderà tutti più poveri. Ma è altrettanto vero che ci affrancheremo una volta per tutte dall’angoscia di correre verso l’ignoto in preda alla disperazione.

Non possiamo continuare a produrre all’infinito merci inesistenti per un mercato inesistente. Non possiamo ridurci a insetti in un ecosistema che ogni giorno di più ci sfugge dalle mani. Se vogliamo tornare a vivere come esseri umani, dobbiamo riservarci uno spazio personale per meditare, comunicare e coltivare relazioni sociali.


9 aprile 2011
Il 12 e il 13 giugno votiamo SI per dire NO


Ai referendum del 12 e 13 giugno votiamo SI per dire NO al nucleare, alla privatizzazione dell'acqua e al legittimo impedimento.

I referendum dobbiamo pubblicizzarli noi. Berlusconi non farà passare gli spot né in Rai né a Mediaset, perché, se riuscissimo a raggiungere il quorum, lo scenario per lui sarebbe drammatico.

Se passa il SI per dire NO al nucleare, gli amici imprenditori di Berlusconi non potranno arricchirsi con i nostri soldi a scapito della nostra salute.

Se passa il SI per dire NO alla privatizzazione dell'acqua, gli amici imprenditori di Berlusconi non potranno arricchirsi lucrando su un bene di prima necessità.

Se passa il SI per dire NO al legittimo impedimento, Berlusconi non può dire che la maggioranza degli elettori è con lui. Sarà, pertanto, costretto a dimettersi.

Perché si raggiunga il quorum e il referendum passi, è sufficiente che vadano a votare 25 milioni di persone.

Se non saremo noi a fare propaganda, nessuno saprà che si vota il 12 e 13 giugno, nessuno andrà a votare, il referendum non raggiungerà il quorum e non passerà, mentre Berlusconi resterà al suo posto, diventerà ancora più ricco insieme ai suoi amici imprenditori, tutto resterà come prima e noi poveri cittadini resteremo fregati ancora una volta.

Decidiamoci una volta per tutti a mandare Berlusconi a casa. Diamo la massima pubblicità al referendum del 12 e 13 giugno, parlandone o mandando mail a parenti, amici, conoscenti e colleghi.

Se avete fissato le vacanze per i primi di giugno, rinviatele di qualche giorno. E’ un piccolo sacrificio che vale la pena di fare.

Serviamoci del Passaparola!

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