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l'informazione vi distruggerà
30 giugno 2011
Prepariamoci all'alternativa

Un tempo l’alternativa era tra un partito e l’altro. Oggi i parlamentari sono passati tutti dalla parte dei liberisti, accecati come questi dall’illusione della crescita infinita.

Sono stati proprio la politica e il liberismo ad affondare il Paese negli abissi della disperazione, dei debiti senza limiti, dell’inquinamento ambientale, di una società sempre più vecchia, sfiduciata e rassegnata al suo destino. E adesso pretendono ancora una volta che i cittadini ridotti alla fame tolgano loro le castagne dal fuoco, pagando tasse incredibili e illegittime.

Dopo aver tartassato, oppresso, mortificato, disdegnato il cittadino, l’elettore, il contribuente, hanno ancora il coraggio di chiedergli di sacrificarsi per il bene comune, del quale non si sono mai curati.

E’ arrivato il tempo di lasciare la strada del liberismo, di rigettare il dogma della crescita infinita, di ridurre gli sprechi, di prendere una posizione netta a favore delle energie rinnovabili, di cancellare la precarietà, di dare il dovuto rilievo alla cultura e al tempo libero e di attuare la Costituzione.

Ma prima dobbiamo liberarci dei politici che ci hanno tradito, rifiutandoci di votare e stroncando le loro velleità con la rivolta fiscale.


17 giugno 2011
Il referendum sul voto di preferenza

La società civile non si è adagiata sugli allori. Lunedì 20 giugno partirà la raccolta delle firme per ripristinare il voto di preferenza e gli italiani faranno un altro passo avanti per liberarsi dalle grinfie dei politici.

Nei giorni scorsi gli esponenti più beceri della destra hanno insultato pesantemente i precari e i dipendenti della Pubblica Amministrazione, gettando le basi della loro prossima sconfitta.

La società occidentale cambia sempre più in fretta. Giorno dopo giorno aumenta il numero degli immigrati, che rivendicano il loro diritto di beneficiare di una quota di benessere, insieme al disprezzo nei confronti dei neo liberisti, dei corrotti e dei bugiardi mediatici, mentre l’insofferenza per le spese militari, i costi proibitivi della politica e il consumismo scriteriato, che disperde il risparmio dei poveri e incrementa a dismisura gli introiti dei produttori, ha raggiunto il punto di non ritorno.

I cittadini hanno capito che l’unica forma valida di democrazia è quella diretta. Inciuci e false promesse non fanno più presa sui telespettatori. La società civile li travolgerà comunque.

In questo contesto, se vuole recuperare i suoi elettori, la sinistra si deve muovere sul terreno delle questioni sociali, adoperando un linguaggio concreto e vibrante.


16 giugno 2011
L'opposizione al testamento biologico è strumentale

Gli integralisti motivano la loro insensata opposizione al testamento biologico con il timore che qualcuno possa essere convinto a morire!

Attualmente il malato terminale che vuole decidere sul suo fine vita deve chiedere a un parente o a un amico o a un medico di aiutarlo a morire in un modo non previsto dalla legge o recarsi all’estero.

Diversi Paesi hanno risolto questo problema, consentendo ai medici di considerare con attenzione le richieste, sottoscritte quando erano ancora in vita, da persone in grado di intendere e di volere. Questo atteggiamento non solo ha reso possibile la scelta di morire senza sofferenze inutili, ma ha pure fornito una protezione a chi non intende essere costretto alla scelta di morire.

In Svizzera sono tante le persone che accompagnano i loro cari presso le sedi di Dignitas, per aiutarli a non fare una fine straziante senza l’assistenza di un medico.

E’ assurdo che i nostri parlamentari non abbiano ancora emanato una legge sul testamento biologico che segua le indicazioni del parlamento europeo. Non si sono ancora resi conto che non è più tempo di compromessi. La società civile ha dimostrato di essere in grado di governarsi da sola. Se faranno passare, pertanto, una legge non conforme alla volontà della stragrande maggioranza dei cittadini, avranno accesso la miccia che porterà alla deflagrazione finale.


14 giugno 2011
E adesso abroghiamo la casta

Finalmente abbiamo preso coscienza della nostra sovranità. Abbiamo capito che gli intermediari pensano solo ai loro squallidi interessi e che, se conquistiamo gli strumenti della democrazia diretta, possiamo fare a meno di loro.

Oggi abbiamo soppresso il nucleare, la gestione privata dell’acqua e i privilegi della casta. Domani sopprimeremo i partiti, che ci spremono come limoni e non si curano delle nostre esigenze.

In questa fase della guerra di liberazione dalle catene del potere la società civile non può assumersi altro compito che quello di compattare gli innumerevoli Movimenti che si sono spesi per il successo dei referendum. E il suo obiettivo non può essere che quello di imporre alle segreterie dei partiti - accecate dall’avidità di denaro nonché sclerotizzate dallo sforzo incessante di arrivare a compromessi funzionali ai loro egoismi – la realizzazione del suo intento di tornare a perseguire il bene comune.

A settembre dobbiamo riprendere la nostra lotta per abolire il quorum e istituire il referendum propositivo. Questi strumenti, infatti, ci sono indispensabili per ottenere il ritorno al proporzionale e al voto di preferenza, l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, il ritiro delle nostre truppe da tutti i fronti di guerra e la realizzazione dei diritti civili.


10 giugno 2011
Per tornare alla democrazia bastano quattro SI

GLI SQUALLIDI PARASSITI CHE HANNO AFFOSSATO LA DEMOCRAZIA, RESTAURATO IL FASCISMO, PIEGATO LA COSTITUZIONE AI LORO INTERESSI, GETTATO SUL LASTRICO MILIONI DI ITALIANI, MANGANELLATO PRECARI, STUDENTI E DISOCCUPATI, RAGGIUNTO LIVELLI DI CORRUZIONE INSUPERABILI, MANIPOLATO L’INFORMAZIONE STANNO PER TIRARE LE CUOIA.

PER DARE IL COLPO DI GRAZIA ALLA DISONESTA’ ERETTA A SISTEMA DI GOVERNO, E’ SUFFICIENTE ABROGARE LE LEGGI SULLA COSTRUZIONE DI CENTRALI NUCLEARI, SULLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA E SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, APPONENDO UNA CROCE SUL SI.

E’ UN’OCCASIONE DA NON PERDERE PER CHI, STANCO DEI LORO SOPRUSI, HA DECISO DI ESSERE PROTAGONISTA DELLA SUA VITA. NESSUNO E’ PIU’ DISPOSTO A CONVIVERE CON L’INCUBO DI UNA CATASTROFE NUCLEARE, A CONSIDERARE L’ACQUA UNA MERCE E A CONCEDERE PRIVILEGI A CHI E’ CONVINTO DI ESSERE PIU’ UGUALE DEGLI ALTRI DI FRONTE ALLA LEGGE.

I SI SARANNO PIU’ NUMEROSI DEI NO, MA RISCHIAMO DI NON RAGGIUNGERE IL QUORUM, A CAUSA DEL BOICOTTAGGIO DELLA MAGGIORANZA. PER SUPERARE QUESTO INTOPPO, TUTTAVIA, E’ SUFFICIENTE TRASCINARE AI SEGGI QUANTA PIU’ GENTE E’ POSSIBILE.

BATTERE LA DESTRA IN QUESTA BATTAGLIA E’ INDISPENSABILE PER USCIRE DALLA SITUAZIONE PENOSA IN CUI CI TROVIAMO.

SEPPELLIAMO I NEO LIBERISTI SOTTO UNA VALANGA DI SI

IMPORTANTE!!!

RECHIAMOCI AI SEGGI DOMENICA 12 GIUGNO ENTRO LE 10.00. E’ DI BUON AUGURIO SAPERE DALLA PRIMA RILEVAZIONE CHE HA VOTATO UNA GROSSA FETTA DELL’ELETTORATO.


1 giugno 2011
Diamo l'affondo definitivo a questo ceto politico

La finta democrazia che ci ha sfruttato per tanto tempo si sta disgregando sotto i nostri occhi. Per ottenere questo miracolo è stato sufficiente volerlo.

Dopo la debacle dei ciarlatani rimasti per tanto tempo al potere, grazie ai programmi della TV spazzatura, è arrivata la stangata finale. La Cassazione ha convalidato la correttezza del referendum sul nucleare. Il 12 e 13 giugno potremo dunque abrogare con quattro le leggi che pretendono di imporre alla stragrande maggioranza degli italiani le centrali nucleari, la privatizzazione dell’acqua e la possibilità per il presidente del consiglio di non presentarsi alle udienze nei processi nei quali appare come imputato.

La vittoria del aprirà finalmente le porte a una società nuova, nella quale ci sarà una maggiore giustizia fiscale, si tornerà alle nazionalizzazioni, si combatterà l’evasione fiscale, si andrà via da tutti i fronti di guerra, saranno rispettate la Costituzione, la legalità, la democrazia e la libertà, non saranno tollerati più soprusi, lo Stato Sociale funzionerà al suo meglio, saranno realizzati i diritti civili e saranno utilizzate le energie rinnovabili.

Non vogliamo più avere a che fare con questo sistema malato. Il 12 e 13 giugno diamo l’affondo definitivo a questo ceto politico che ci ha privati dei nostri diritti, lasciandoci curvi sotto il peso crescente dei nostri doveri.


8 maggio 2010
L'idrovora vaticana

 

Gli operai che muoiono per l’inosservanza delle leggi che riguardano la sicurezza sul lavoro, quelli che si tolgono la vita perché non riescono a sfamare i loro familiari, quelli che un lavoro non l’hanno mai trovato,  quelli che devono accontentarsi di svolgere un’attività precaria che non offre loro nessuna prospettiva di inserimento in una società sempre più matrigna molto probabilmente non sanno che l’8x1.000 non è l’unica tassa che paghiamo, a volte senza che neppure ce ne rendiamo conto, per ricompensare la Chiesa cattolica di quello che fa per i poveri e i sofferenti.
Chi segue il dibattito che ogni anno, all’avvicinarsi della denuncia dei redditi, si accende su questo tema, sa bene, invece, che le gerarchie ecclesiastiche godono, oltre che di enormi privilegi, di un numero imprecisato di entrate ed esenzioni, che consentono loro, che già vivono negli agi, di sottrarre disinvoltamente un fiume di danaro dalle tasche di quelli che, pur lavorando dieci o dodici ore al giorno, non ce la fanno ad arrivare a fine mese.
Da una ricerca sul WEB ci si può fare un’idea approssimativa delle entrate e delle esenzioni che hanno fatto del Vaticano una potenza finanziaria.
Anche se difficilmente si può arrivare a conoscere l’entità precisa delle somme incassate per le singole voci, è abbastanza agevole arrivare  alla conclusione che la somma complessiva incamerata dall’idrovora vaticana corrisponde a circa tre miliardi di euro (6.000.000.000.000 delle vecchie lire), vale a dire più o meno tre volte la somma che la Chiesa cattolica percepisce ogni anno con l’8x1.000    
ENTRATE
Assunzione di migliaia di insegnanti di religione nelle scuole pubbliche.
Assunzione di Assistenti religiosi negli ospedali pubblici.
Finanziamenti alle Scuole private.
Finanziamenti per le Ricorrenze religiose.
Versamenti al fondo speciale per il pensionamento del clero.
Spese per la manutenzione degli edifici e dei monumenti religiosi.
Obbligo per i Comuni di versare alle diocesi il 7% degli introiti per le opere di urbanizzazione.
Versamenti alla Curia patriarcale di Venezia.
Finanziamenti a Radio Maria per potenziare la tecnologia nel settore della radiofonia.
Convenzioni per scuola e sanità.
Finanziamenti al Vaticano per dotarlo di un proprio sistema di depurazione delle acque.
Offerte dei fedeli alle parrocchie.
Privilegi concessi agli oratori

ESENZIONI
 
Esonero dal pagamento dell’ICI esteso alle strutture commerciali.
Esenzione dal pagamento dell’IRPEF, IRES e di altre imposte.
Esenzione dal pagamento per la somministrazione di cinque milioni di metri cubi d’acqua l’anno.
Esenzione dal pagamento per la manutenzione delle fogne.
Esenzione dal pagamento della somma dovuta per la costruzione di un depuratore.
Esenzione fiscale totale per parrocchie ed Enti ecclesiastici.
Esenzione dalle imposte sugli immobili di proprietà del Vaticano.
Elusione fiscale legalizzata del turismo cattolico.
Questa massa di denaro, che susciterebbe in qualsiasi parte del mondo un’ondata di scandali di dimensioni apocalittiche, viene incassata senza che la Chiesa si degni nemmeno di ringraziare lo Stato italiano. Questo, invece, viene ripagato della sua generosità, violando il Concordato, lanciando una crociata permanente  contro le libertà personali e i diritti civili dei cittadini, dettando l’agenda politica al Parlamento e intromettendosi con fastidiosa tracotanza nella nostra privacy.
Qualcuno si chiederà perché lo Stato italiano regala questo fiume di denaro a una Chiesa in seno alla quale sta covando da tempo uno scisma che si prevede più devastante di quello che diede vita alla Riforma.
 
La risposta è semplice. Più elettori si astengono alle consultazioni elettorali e più la Casta Politica teme per la fine dei suoi privilegi. Per mantenere il potere non le resta altra strada che stringere un accordo con la Casta Religiosa, in base al quale questa le fornisce i voti dei cattolici, pretendendo in cambio sempre più onori, privilegi e denaro.

Ma il tempo non gioca a loro favore. La crisi economica globale e il crollo della credibilità nei confronti di uomini vecchi e dalle idee antiquate non consentono di imporre ai cittadini ulteriori sacrifici. I finanziamenti alla Chiesa saranno tagliati, per non incappare anche noi nella situazione che sta strangolando l’economia greca in questi giorni. La Casta politica avrà sempre meno voti. E il Parlamento immobile, corrotto e inefficiente sarà spazzato via in un modo o nell’altro. 
 
Solo quando questi eventi si verificheranno si spezzerà il circolo vizioso che finora ha permesso a Stato e Chiesa di sostenersi a vicenda e cominceremo finalmente a respirare aria nuova.  

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1 aprile 2010
L'astensionismo è stato una rivolta pacifica

Dopo lo sconcerto provocato dai dati elettorali devastanti per il PD, i suoi elettori, che hanno visto tradite ancora una volta le loro aspettative, si sono sfogati rilasciando numerose interviste ai giornali.

"Come mai, pur avendo collezionato una serie di sconfitte senza precedenti, i maitre a penser del partito non sono stati messi in discussione?" 
"La base si è resa conto che il Paese è alla deriva, ma non intravede alternative che possano farvi fronte. Allora tace e subisce nel timore che qualsiasi rimedio possa risultare peggiore del male."

"I giovani non si sono fatti avanti per uscire dalla palude dell'immobilismo. Questo non era mai successo prima. A cosa è dovuta la mancanza di volontà di emergere?"
"Non è una questione di scarsa volontà. Ai giovani non è più concesso, come avveniva una volta, di farsi strada nel partito, neppure a quelli capaci di portare idee nuove  e disposti a battersi per vederle trionfare, perché i meccanismi di selezione interna si sono bloccati."

"Che cosa ha determinato il cambiamento della situazione?"
"L'asservimento delle democrazie occidentali, e di quella italiana in  particolare, al trend economico imposto dai liberisti, che le ha portate a trasformarsi nella sede di incontri e scontri tra le oligarchie dominanti."

"Se le oligarchie hanno messo da parte la democrazia, come mai ci consentono ancora di votare?"
"Per poter continuare impunemente con i loro abusi e soprusi. La legittimazione che ci costringono periodicamente a dare al loro operato, tuttavia, ha determinato la nascita della casta partitocratica, la morte dei partiti e conseguentemente il venir meno della democrazia."

"Quale nessaggio ha inteso lasciare chi non è andato a votare?"
"Mi rifiuto di partecipare a un rito privo di significato, che perpetua il furto di democrazia ai danni del popolo italiano."

"Il trend astensionista continuerà?"
"Alla prossima tornata elettorale, se i parlamentari non torneranno a fare gli interessi della collettività, la rivolta pacifica nelle urne si trasformerà purtroppo in una rivolta violenta nelle piazze."


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30 marzo 2010
Monicelli ha ragione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 Il liberismo selvaggio ha reso precarie le condizioni economiche delle masse. I Francesi hanno deciso di cambiare e hanno votato per il Partito Socialista. Gli italiani, che avrebbero potuto fare la stessa scelta, hanno preferito, invece, astenersi. Che cosa ha determinato un atteggiamento così differente?
Il PD, ritenuto a torto un partito di sinistra, mira in effetti a restaurare la Democrazia Cristiana, alleandosi con gli ex DC! Infatti, la sigla "PD", per gli addetti ai lavori, vuol dire Partito Democristiano e non Partito Democratico.
Ma gli italiani non voterebbero per il PD neanche se i suoi leader dichiarassero di aver deciso di tornare a sinistra, perché ha abbandonato da tempo la centralità del lavoro, la difesa dei più deboli e delle minoranze perseguitate, la promozione dei diritti civili, la legalità costituzionale e il pacifismo, che erano i suoi cavalli di battaglia tradizionali.
Non possiamo dare addosso dunque a quelli che si sono astenuti, in quanto sono stati costretti a farlo per la mancanza di una valida alternativa. Non è possibile accettare, infatti, un governo al quale non importa niente dei problemi del Paese né una opposizione che ha obbliquamente abiurato al suo ruolo.
Il PD dovrebbe cambiare. Sono tanti quelli che lo vorrebbero, ma non lo farà mai. Ha avuto tutto il tempo per farlo e non ha mai neppure accennato a questa possibilità. 
Nei prossimi giorni assisteremo a una nuova ondata di inciuci, voti di scambio, accordi sottobanco, comportamenti inspiegabili. L'astensione quindi aumenterà in percentuali sempre più alte ad ogni tornata elettorale.

Al punto in cui siamo arrivati i nostri problemi non possono essere più risolti dalla politica. Aveva ragione Monicelli, quando è intervenuto nel programma di Santoro giovedì scorso.


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24 marzo 2010
Sabato flop e domenica debacle

Negli ultimi tempo i quotidiani stranieri  - solo per fare un esempio, THETIMESONLINE, "timesonline.co.uk" - hanno pubblicato diversi articoli nei quali sostengono che la caduta di Berlusconi è imminente
La loro tesi è che l'ondata di scandali di ogni genere che da qualche tempo si sta abbattendo sul nostro Paese, se da una parte conferma gli stereotipi stranieri sulla politica italiana, dall'altra  è servita a dimostrare che il premier, che in maggiore o minor misura vi appare spesso coinvolto, non riesce più a convincere i suoi "fans" di avere quel diritto all'impunità del quale ha sempre menato vanto. 
Lo sconcerto che mostra nell'apprendere notizie che non può non conoscere e l'indignazione con cui si scaglia contro coloro che, a suo parere, vorrebbero "farlo fuori" non sono più sufficienti, infatti, a tenere alta la sua popolarità presso gli italiani che avevano creduto in lui. Di conseguenza quella che finora  è apparsa a molti una commedia magistralmente recitata si sta rapidamente trasformando in qualcosa di molto serio.
Il primo segnale del cambiamento è stato il "flop" di sabato scorso, allorché, a quanto riferiscono i suoi avversari politici, solo uno sparuto gruppo di pensionati avrebbe partecipato alla manifestazione a sostegno del governo.
Il secondo dovrebbe essere la "debacle" del 28 e 29 marzo, che i suoi denigratori si augurano nella speranza che ne esca distrutto il mito della sua invincibilità.
Se questo accedesse realmente, al "Re Nudo" non resterebbe che giocare la carta di un attacco particolarmente virulento alle Istituzioni che percepisce come un ostacolo alle sue ambizioni di potere, ma questa mossa, come prevedono diversi osservatori politici, avrebbe l'effetto di accelerare la spaccatura del suo partito e il collasso definitivo del governo.   
Abbandonato dai suoi alleati, già pronti a saltare dal "Titanic" che affonda, il premier sarebbe allora sfiduciato e costretto a dimettersi, per consentire la formazione di un governo tecnico con il compito di preparare le elezioni anticipate.
Il destino del premier si compirà quindi nei prossimi mesi? Questo non può dirlo nessuno. Ma è fuori di dubbio che coloro che non l'hanno mai amato hanno già cominciato a brindare.

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