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l'informazione vi distruggerà
21 maggio 2011
Dopo il Nord Africa, la Grecia e la Spagna adesso tocca a noi

Il momento in cui il popolo, affamato e disperato, tartassato e inascoltato, disprezzato e raggirato, si riprenderà i suoi diritti con le buone o con le cattive oramai è prossimo.

Il governo e le istituzioni sanno bene che, quando meno se lo aspettano, la rivolta popolare esploderà pure in Italia. Tuttavia, non avendo soluzioni per scongiurarla, possono solo sperare che la deflagrazione si verifichi il più tardi possibile.

Essi sanno che le manifestazioni che si sono avute nel corso di quest’anno, la sconfitta della destra al primo turno delle elezioni amministrative, la vittoria in Sardegna del SI al referendum contro il nucleare e il successo del Movimento a 5 Stelle sono stati i primi tappi a saltare. Sono certi che il prossimo tappo salterà fra tre settimane, quando si terrà il referendum contro il nucleare su scala nazionale. E tremano al solo pensiero che alle prossime manifestazioni degli studenti senza futuro, degli insegnanti senza lavoro, dei pastori sardi in preda alla disperazione o dei napoletani costretti a vivere in simbiosi con la spazzatura salterà tutto in aria.

La rivolta sarà incontrollabile, perché il popolo si è reso conto che i giovani hanno mille ragioni per insorgere contro una classe politica che non si cura delle esigenze del Paese. Ma anche perché la Rete consente a chi rifiuta la globalizzazione del mercato di diffondere il Movimento di Liberazione in tutta l’Europa.

La cricca degli opportunisti politici sclerotizzati che continuano a sfruttarli non si illudano. Quello che sta nascendo non è l’ennesimo partito, ma un Movimento creato da giovani estremamente decisi a cacciarli per sempre dalla scena politica. L’epoca della democrazia rappresentativa è finita. I cittadini sono maturi per realizzare la democrazia diretta, attraverso i referendum senza quorum.

Il neoliberismo ha mancato i suoi obiettivi. I cittadini hanno voglia di partecipazione, solidarietà, pace e tempo libero. L’uscita dal modello di sviluppo che ha distrutto l’ecosistema, la pace sociale, i rapporti sociali, l’economia e il futuro del mondo sarà tanto più radicale quanto più crescerà la nostra indignazione nei confronti dei parassiti che pensano ancora di tenerci buoni ripetendo come pappagallini ammaestrati infami menzogne e inattendibili promesse.

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