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l'informazione vi distruggerà
28 gennaio 2010
Gli americani hanno smesso di sognare

 

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Sono stati gli irresponsabili che siedono alla Casa Bianca a determinare la catastrofe economica che stiamo vivendo sulla nostra pelle.
Per conseguire l'obiettivo di impadronirsi delle risorse planetarie a scapito del resto dell'umanità, hanno fatto credere a milioni di sprovveduti che, grazie alle loro politiche neiliberiste, avrebbero avuto tutti una casa da sogno, un SUV, abiti firmati e status symbol a profusione e un conto in banca degno di un nababbo.
Come se non avessimo superato il picco di produzione del petrolio, i terreni non stessero perdendo la loro fertilità, non ci fossero continui terremoti e la popolazione mondiale non stesse per raggiungere i sette miliardi.
La società americana è malata di un male antico: l'ossessione di trasformare il pianeta in un enorme mercato nel quale robot programmati arraffano denaro a più non posso.
Fino a dieci anni fa nelle metropoli americane si potevano vedere ancora persone che consumavano i loro pasti in piedi nelle rosticcerie a prezzo fisso; negozianti che si alzavano alle cinque del mattino per non perdere i clienti e guadagnavano quanto basta per sopravvivere; facchini con gli occhi lucidi di gioia che contavano i soldi delle mance e uomini-sandwich che tampinavano i turisti come belve in cerca di prede.
Oggi la crisi ha cambiato tutto. Il debito pubblico ha raggiunto gli 11.000 miliardi di dollari, la rete di sicurezza sociale è stata smantellata, i disoccupati sono diventati una marea, i consumi sono crollati, le case vengono pignorate e abbandonate, la maggior parte della popolazione vive di assegni alimentari.
Una volta questi problemi venivano risolti con le guerre. Ma la guerra oggi non può che essere globale e l'America sa che Russia e Cina, e forse anche l'India, possiedono missili intercontinentali in grado di distruggerla.
Gli americani hanno capito che il capitalismo è fallito, lasciando sul terreno fame, disperazione, giovani allo sbando che si aggirano tra le sue macerie e una massa enorme di drogati, affiliati alla malavita, squilibrati e aspiranti suicidi.
Il sogno si è traformato in un incubo dal quale purtroppo apare sempre più diufficile uscire.

18 gennaio 2010
La Grande Illusione

 Scene di sciacallaggio

 

I dati macroeconomici che saranno pubblicati a giorni daranno luogo alla inversione di rotta che le persone oneste si attendono. La gravità della situazione non consentirà più a nessuno di proclamare che la ripresa è dietro l'angolo.
Le incessanti manipolazioni dei governi occidentali per mascherare la sgradevole realtà determinata dalla fine di un lungo ciclo economico ci avevano dato  la misura della irreversibilità del fenomeno.
Il numero crescente, infatti, di mutuatari morosi costringerà le Banche, finora restìe a rientrare nel possesso delle abitazioni dei lavoratori licenziati, a pignorarle, per non rimetterci un mare di soldi. Una volta effettuato il pignoramento, tuttavia, le stesse Banche saranno costrette a rivenderle a prezzo di realizzo, per evitare il fallimento.
Gli Stati a rischio default saranno costretti a ridurre la spesa. Ma l'inefficienza dei servizi pubblici, il dissesto idrogeologico e la scarsa fertilità dei terreni aumenteranno la miseria delle famiglie che vivono già nel disagio e spingeranno sempre più giovani tra le braccia della criminalità.
Il picco di produzione del petrolio è stato superato. Il suo prezzo in continua crescita renderà più ricchi i Paesi produttori e di conseguenza più poveri gli altri.
Sono troppi i sinistri scricchiolii che preannunciano la caduta della civiltà occidentale nella voragine della disperazione, perché si possa sperare in un errore di valutazione.  

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