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l'informazione vi distruggerà
12 aprile 2011
La tecnologia si ritorcerà contro di noi

Finora abbiamo tremato di fronte agli tsunami scatenati dalla Natura. Adesso dobbiamo aver paura che, se i potenti della Terra non rinsaviscono, ci troveremo di fronte a uno tsunami economico di dimensioni bibliche, che potrebbe determinare l’estinzione della nostra specie.

Ma dalla follia che negli ultimi decenni infierisce sull’umanità non sembriamo purtroppo in grado di guarire. I neoliberisti, infatti, preoccupati esclusivamente dei loro profitti, ci invitano a stimolare i consumi per aumentare la produzione. E’ chiaro che mirano a trasformarci in automi al servizio del meccanismo che hanno escogitato per arricchirsi a nostre spese.

Gli economisti capaci di pensare ancora con la loro testa invitano, invece, i neoliberisti a produrre di meno, perché i nostri mercati sono saturi e di quelli disponibili ad acquistare i nostri prodotti se ne vedono sempre meno all’orizzonte.

E’ vero che, seguendo questa strada, il meccanismo imploderà e l’implosione ci renderà tutti più poveri. Ma è altrettanto vero che ci affrancheremo una volta per tutte dall’angoscia di correre verso l’ignoto in preda alla disperazione.

Non possiamo continuare a produrre all’infinito merci inesistenti per un mercato inesistente. Non possiamo ridurci a insetti in un ecosistema che ogni giorno di più ci sfugge dalle mani. Se vogliamo tornare a vivere come esseri umani, dobbiamo riservarci uno spazio personale per meditare, comunicare e coltivare relazioni sociali.


16 novembre 2009
L'Argentina è vicina

L'interesse privato non può prevalere per sempre su quello pubblico. Le devastazioni provocate dal conflitto di interessi non sono più rimediabili. La rivolta a lungo temuta sta per esplodere.

                               

Le contestazioni di massa segneranno il punto di svolta, ma già adesso la disoccupazione avanza e la cassa integrazione scadrà tra un paio di mesi. Di babbei che finora si sono bevuti le menzogne di regime come latte fresco non ne sono rimasti tanti. Le strade cittadine sono deserte e silenti. Cassintegrati, precari, pensionati al minimo e sfrattati tirano avanti con gli ultimi risparmi. Aumentano a macchia d'olio le cambiali protestate, le bollette e le rate di mutuo non pagate. Sono all'ordine del giorno i crimini aberranti, gli episodi di intolleranza razziale, le esplosioni di follia e i suicidi. 
La volta scorsa, per uscire dalla crisi, hanno finanziato le banche tirando fuori la liquidità dalle nostre tasche. Ma adesso che stanno per scoppiare la bolla speculativa e quella immobiliare non potranno ripetere il giochetto, perché "nun c'è più trippa pe' gatti". E quando saranno costretti a farlo lo stesso, il sistema finanziaro imploderà su se stesso, perché il drenaggio degli ultimi residui di liquidità comporta il collasso definitivo del dollaro.
Ma il peggio verrà dopo, quando, per uscirne fuori, dovremo abolire gli sprechi, ridurre i bisogni a quelli strettamente necessari e smettere di correre dietro al vento.

Finiremo come l'Argentina? 
http://www.youtube.com/watch?v=5Enhry2u43o&feature=related

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