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l'informazione vi distruggerà
29 maggio 2011
L'ONU condanna le violenze contro l'opposizione in Georgia

Negli ultimi tempi i governi che nascondono la loro natura autoritaria dietro la maschera di una falsa democrazia strumentale all’obiettivo di esportare il loro surplus produttivo, preso atto che il gioco è stato scoperto, reprimono con violenza le manifestazioni di protesta degli oppositori.

Qualcosa di simile è accaduto in Georgia, il cui irragionevole presidente, vedendo crescere a dismisura le manifestazioni di protesta contro il suo governo, che ha ridotto il Paese alla fame, ha ordinato di manganellare gli oppositori, provocando la morte di due manifestanti e il ferimento di altri 37.

Il ministro degli esteri russo ha espresso una dura condanna contro le autorità di Tblisi, ha descritto il comportamento della polizia come una flagrante violazione dei diritti umani, ha fatto sapere che si aspetta che anche gli Stati che sostengono il governo di Saakashvili valutino quanto è accaduto con obiettività e ha chiesto alla comunità internazionale di indagare.

Questa ha intimato al governo della Georgia di non ricorrere più all’uso della forza per reprimere le proteste pacifiche e a creare le condizioni perché il prossimo anno si possano tenere le elezioni per il rinnovo del parlamento. Il presidente georgiano ha risposto, adducendo il ridicolo pretesto che gli oppositori erano decisi a sabotare il governo, ostacolando una parata militare.

­I media russi definiscono la spaccatura nei ranghi dell’opposizione come la causa principale del mancato raggiungimento degli obiettivi perseguiti, ma si dicono sicuri che le manifestazioni continueranno fino a raggiungere il punto culminante in autunno. E hanno aggiunto che non c’è bisogno di altre prove per capire che Saakashvili ricorrerà a qualsiasi stratagemma pur di restare al potere, perché sa che l’economia e la pace dei georgiani sono state distrutte dalla sua fissazione contro la Russia.


10 novembre 2009
Chi semina vento raccoglie tempesta

  


La teoria della guerra infinita quale strumento per risolvere i problemi interni degli Stati Uniti si è rivelata fallimentare. Per metterla in pratica, infatti, il governo di questo Paese ha sacrificato migliaia di vite umane, ha distrutto la maggior parte delle sue risorse, creato un odio inestinguibile nelle popolazioni ingiustamente colpite dalla sua furia omicida e fatto crescere come funghi i terroristi in ogni parte del mondo. 
Gli americani, pertanto, hanno preso coscienza del fatto che i loro familiari sono stati mandati in Afghanistan per costringere questo Paese ad adeguarsi al loro "way of life", instaurando e sostenendo un governo corrotto al soldo della CIA.
La convinzione che la guerra contro un Bin Laden immaginario non può essere vinta sta portando, inoltre, nelle strade delle grandi città un numero crescente di manifestanti a protestare contro un governo che sostiene di essere democratico ma non tiene in nessun conto la loro volontà.
I veterani del Vietnam ripetono da tempo che più si resta laggiù e più si destabilizza la regione, che il nemico è ovunque, ben organizzato e invisibile e che, invece di mandare altri soldati, sarebbe più saggio pensare all'economia disastrata del Paese.
Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, infatti, ha superato il 10% e gli economisti prevedono un futuro nero.
Per tutta risposta il Congresso sta pensando di attaccare l'Iran.
Sembra che non possano vivere senza individuare un nemico da distruggere. E non si sono ancora resi conto che il gene difettoso che si è impiantato nel loro DNA sarà la causa della loro disfatta.

Link sulla "missione di guerra" in Afghanistan
http://www.youtube.com/watch?v=Q3i3M6GCIx4

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