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l'informazione vi distruggerà
3 maggio 2011
Abbiamo ucciso lo Yeti


Secondo quanto riportano i nostri media, Osama Bin Laden sarebbe stato rintracciato quasi per caso in una zona interna del Pakistan, mentre prendeva il sole sul terrazzo di un bilocale insieme ai suoi familiari. Sarebbe stato quindi ucciso, portato con un aereo su una nave che stazionava nel Golfo Persico e, dopo una breve cerimonia religiosa, gettato a mare!!!

Con lo stesso sistema chiunque potrebbe eliminare dalla faccia della Terra l’ultimo esemplare dell’abominevole uomo delle nevi. Sarebbe sufficiente recarsi in vacanza sull’Himalaya, mettersi sulle traccia dello yeti, sparargli alle spalle e gettare il cadavere in un precipizio.

Questo evento è l’ultimo atto della commedia inventata dalla fervida fantasia degli americani per fornire una motivazione alle loro azioni spregevoli, spacciate dai sedicenti politici di sinistra per disinteressata esportazione di democrazia. Al suo protagonista sono state addossate le colpe più nefande. Ma poi hanno dovuto ricacciarlo nell’oblio da cui lo avevano fatto emergere, quando il movimento scenico si è fatto eccessivamente lento e ripetitivo.

La verità è che la Cina ha promesso a Karzai che, se avesse cacciato via gli americani, avrebbe ricostruito l’Afghanistan e ne avrebbe fatto un suo alleato insieme con il Pakistan. Obama non aspettava altro, dal momento che gli USA stanno attraversando una crisi economica spaventosa e non hanno più la forza di continuare nella loro guerra infinita.

L’uccisione dell’ectoplasma è stata quindi solo un’azione di copertura, per consentire loro di ritirarsi velocemente dall’Afghanistan senza perdere a faccia.

A questo punto la Storia dell’America è davvero finita. Il prossimo attentato contro gli USA sarà atomico e l’unica soddisfazione che resterà a Obama sarà quella di attribuirne la responsabilità agli arabi che avranno voluto vendicare Osama.


25 ottobre 2009
Si salvi chi può.

La drammaticità della crisi ha già spinto un esercito di derelitti a riversarsi nelle strade. Il disagio di un numero crescente di italiani non può essere più nascosto. Ormai si respira un clima da "si salvi  chi può".
Per avere, tuttavia, un quadro completo delle strane cose che stanno accadendo in questi giorni, dobbiamo prendere in considerazione le tematiche sulle quali non è mai stato possibile, o più probabilmente non si è mai voluto, far luce.
Mi riferisco alle trattative intercorse tra mafia e pezzi dello Stato e all'incuria criminale nei confronti dell'ambiente, causa primaria del dissesto idrogeologico del Paese.
Anche essere informati su quello che in questi giorni succede al di là dei nostri confini può contribuire a rischiarare le nostre idee, se, prima di formulare un giudizio, siamo soliti sistemare i tasselli che compongono il quadro generale.
Russia, India e Cina stanno tessendo una fitta trama di alleanze energetiche e commerciali  con numerosi Paesi europei, africani e sudamericani.
Il rafforzamento della presenza dei talebani sul territorio lascia prevedere che le elezioni del 5 novembre in Afghanistan saranno un autentico flop, che darà il colpo di grazia ai sostenitori dell'esportazione della democrazia con la forza delle armi.
Ma i nostri politici, presi come sono dalle manovre per l'occupazione del potere, preferiscono cianciare della eliminazione dell'Irap, senza capire che questo porterebbe ineluttabilmente al collasso del sistema sanitario.
La loro sconcertante avidità di potere, la convinzione della loro impunità - che li sta trascinando in una serie interminabile di scandali a sfondo sessuale - e la cinica indifferenza nei confronti dei più deboli desta in noi il sospetto che costoro vivano in una dimensione parallela, una condizione che non consente di rendersi conto che è impossibile continuare a fingere all'infinito di non vedere la tempesta che si va addensando sulle loro teste.  
Ma la Storia insegna che, quando un popolo trova il coraggio di ribellarsi a una lunga stagione di soprusi, si trasforma in una mandria di bisonti che travolgono tutto quello che incontrano al loro passaggio.
Se non chiediamo troppo, una volta tanto dimostrino di essere capaci di pensare agli altri, oltre che a se stessi.

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