.
Annunci online

nostradamus
l'informazione vi distruggerà
17 giugno 2011
Il referendum sul voto di preferenza

La società civile non si è adagiata sugli allori. Lunedì 20 giugno partirà la raccolta delle firme per ripristinare il voto di preferenza e gli italiani faranno un altro passo avanti per liberarsi dalle grinfie dei politici.

Nei giorni scorsi gli esponenti più beceri della destra hanno insultato pesantemente i precari e i dipendenti della Pubblica Amministrazione, gettando le basi della loro prossima sconfitta.

La società occidentale cambia sempre più in fretta. Giorno dopo giorno aumenta il numero degli immigrati, che rivendicano il loro diritto di beneficiare di una quota di benessere, insieme al disprezzo nei confronti dei neo liberisti, dei corrotti e dei bugiardi mediatici, mentre l’insofferenza per le spese militari, i costi proibitivi della politica e il consumismo scriteriato, che disperde il risparmio dei poveri e incrementa a dismisura gli introiti dei produttori, ha raggiunto il punto di non ritorno.

I cittadini hanno capito che l’unica forma valida di democrazia è quella diretta. Inciuci e false promesse non fanno più presa sui telespettatori. La società civile li travolgerà comunque.

In questo contesto, se vuole recuperare i suoi elettori, la sinistra si deve muovere sul terreno delle questioni sociali, adoperando un linguaggio concreto e vibrante.


14 giugno 2011
E adesso abroghiamo la casta

Finalmente abbiamo preso coscienza della nostra sovranità. Abbiamo capito che gli intermediari pensano solo ai loro squallidi interessi e che, se conquistiamo gli strumenti della democrazia diretta, possiamo fare a meno di loro.

Oggi abbiamo soppresso il nucleare, la gestione privata dell’acqua e i privilegi della casta. Domani sopprimeremo i partiti, che ci spremono come limoni e non si curano delle nostre esigenze.

In questa fase della guerra di liberazione dalle catene del potere la società civile non può assumersi altro compito che quello di compattare gli innumerevoli Movimenti che si sono spesi per il successo dei referendum. E il suo obiettivo non può essere che quello di imporre alle segreterie dei partiti - accecate dall’avidità di denaro nonché sclerotizzate dallo sforzo incessante di arrivare a compromessi funzionali ai loro egoismi – la realizzazione del suo intento di tornare a perseguire il bene comune.

A settembre dobbiamo riprendere la nostra lotta per abolire il quorum e istituire il referendum propositivo. Questi strumenti, infatti, ci sono indispensabili per ottenere il ritorno al proporzionale e al voto di preferenza, l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, il ritiro delle nostre truppe da tutti i fronti di guerra e la realizzazione dei diritti civili.


12 giugno 2011
Un nuovo Risorgimento è alle porte

La campagna contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e la pari dignità di tutti di fronte alla legge ha spinto un discreto gruppo di italiani a interessarsi alla vita politica. D’altra parte le lotte dei NO TAV, del popolo viola, degli studenti, dei precari, dei disoccupati, delle donne, del Movimento 5 stelle, dei Gruppi di Acquisto Solidale, delle Leghe dei Consumatori hanno avuto un successo di gran lunga superiore alle aspettative.

I tempi sono maturi dunque per una rivoluzione dei cittadini dal basso. Sfuggiti alla propaganda mediatica che li ha costretti per due decenni a un consumo irresponsabile, essi hanno capito, infatti, che le privatizzazioni fanno solo gli interessi dei produttori. Manifestano, pertanto, nelle piazze per tornare agli Enti Pubblici che funzionano, a un Welfare che non dilapida le risorse del Paese, alla centralità del lavoro e ai beni essenziali alla vita, come le energie rinnovabili, il verde, l’aria pulita, l’informazione, l’educazione, la salute.


Quanto sopra dimostra che la spinta propulsiva del mercato globale - che ha portato alla
mercificazione dell’uomo, alla corruzione del ceto politico e alla riduzione dei cittadini al ruolo di sudditi - è venuta meno e che gli italiani sono decisi a riprendersi i loro diritti e collaborare nella ricerca del bene comune.

Per conseguire questo obiettivo, è necessario realizzare la democrazia diretta, a cui si arriva introducendo nell’ordinamento il referendum propositivo, per proporre leggi favorevoli agli interessi dei cittadini, ed abolendo il quorum, per abrogare quelle che li danneggiano.

Suona come una condanna dell’operato della maggioranza, mentre dimostra che gli italiani sono pronti a intraprendere la strada della più volte auspicata svolta epocale, il fatto che, nonostante i ripetuti inviti a non votare, l’affluenza alle urne si sta rivelando superiore alle più rosee previsioni.


21 maggio 2011
Dopo il Nord Africa, la Grecia e la Spagna adesso tocca a noi

Il momento in cui il popolo, affamato e disperato, tartassato e inascoltato, disprezzato e raggirato, si riprenderà i suoi diritti con le buone o con le cattive oramai è prossimo.

Il governo e le istituzioni sanno bene che, quando meno se lo aspettano, la rivolta popolare esploderà pure in Italia. Tuttavia, non avendo soluzioni per scongiurarla, possono solo sperare che la deflagrazione si verifichi il più tardi possibile.

Essi sanno che le manifestazioni che si sono avute nel corso di quest’anno, la sconfitta della destra al primo turno delle elezioni amministrative, la vittoria in Sardegna del SI al referendum contro il nucleare e il successo del Movimento a 5 Stelle sono stati i primi tappi a saltare. Sono certi che il prossimo tappo salterà fra tre settimane, quando si terrà il referendum contro il nucleare su scala nazionale. E tremano al solo pensiero che alle prossime manifestazioni degli studenti senza futuro, degli insegnanti senza lavoro, dei pastori sardi in preda alla disperazione o dei napoletani costretti a vivere in simbiosi con la spazzatura salterà tutto in aria.

La rivolta sarà incontrollabile, perché il popolo si è reso conto che i giovani hanno mille ragioni per insorgere contro una classe politica che non si cura delle esigenze del Paese. Ma anche perché la Rete consente a chi rifiuta la globalizzazione del mercato di diffondere il Movimento di Liberazione in tutta l’Europa.

La cricca degli opportunisti politici sclerotizzati che continuano a sfruttarli non si illudano. Quello che sta nascendo non è l’ennesimo partito, ma un Movimento creato da giovani estremamente decisi a cacciarli per sempre dalla scena politica. L’epoca della democrazia rappresentativa è finita. I cittadini sono maturi per realizzare la democrazia diretta, attraverso i referendum senza quorum.

Il neoliberismo ha mancato i suoi obiettivi. I cittadini hanno voglia di partecipazione, solidarietà, pace e tempo libero. L’uscita dal modello di sviluppo che ha distrutto l’ecosistema, la pace sociale, i rapporti sociali, l’economia e il futuro del mondo sarà tanto più radicale quanto più crescerà la nostra indignazione nei confronti dei parassiti che pensano ancora di tenerci buoni ripetendo come pappagallini ammaestrati infami menzogne e inattendibili promesse.

sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte




IL CANNOCCHIALE