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24 maggio 2011
Il dissolvimento dell'Europa

Il diffondersi di sentimenti antieuropei in Danimarca, Francia, Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia, Grecia e Germania sta spingendo questi Paesi a tornare alla sovranità nazionale. In seguito all’aumento dell’immigrazione, inoltre, l’accordo di Schengen, che ha abolito i controlli alle frontiere, è stato rimesso in discussione. La politica predatoria della BCE, che ha determinato l’impennata dell’inflazione, un livello di disoccupazione insostenibile e la scarsità di cibo, ha fatto il resto.

Le misure di austerity imposte a Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda, come i licenziamenti nella pubblica amministrazione, l’aumento dell’età pensionabile, l’abbassamento delle pensioni e dei salari, hanno provocato d’altra parte una forte animosità nei confronti dei banchieri.

In Grecia e nel Regno Unito le proteste degli studenti e dei lavoratori si fanno sempre più violente. In Spagna sono tuttora in corso quelle dei giovani senza prospettive di lavoro. In diversi Paesi dell’Est europeo, come la Lettonia e l’Ungheria, i sentimenti antieuropei sono ormai incontenibili.

L’Independence Party inglese, il Fronte Nazionale francese, il Partito della Libertà austriaco, i Verdi danesi e quelli svedesi sono arrivati a chiedere la completa dissoluzione della UE. In Italia, Germania, Grecia e Spagna è più energica che altrove, inoltre, la richiesta di tornare alle monete nazionali.

I movimenti popolari della sinistra europea e i partiti xenofobi incitano i Paesi dove hanno una forte presenza a non pagare i loro debiti, trasferire di nuovo i servizi allo Stato e smantellare il sistema capitalista dei derivati.

I fiamminghi chiedono l’indipendenza dalle Fiandre, la dissoluzione del Belgio e l’uscita dalla UE. Lo Scottish National Party vuole una Scozia indipendente, mentre l’Inghilterra, l’Irlanda e il Galles se ne allontanano sempre più. La Turchia ha avuto una forte crescita economica e non ha più interesse ad associarsi alla UE.

Adesso che i cittadini europei protestano nelle piazze e nelle cabine elettorali contro i sacrifici che vengono loro imposti senza contropartita, come è successo in Francia e più recentemente in Germania e Spagna, il dissolvimento della UE e il ritorno alla sovranità monetaria dei Paesi membri è diventato inevitabile.

In una situazione così deprimente, l’unica possibilità di scongiurare la catastrofe è quella di rinunciare a scatenare guerre insensate e investire nell’economia reale le smisurate somme di denaro che si risparmierebbero.


10 maggio 2011
La Grecia minaccia di uscire fuori dall'euro


Il governo greco sta pensando di lasciare l’Euro e ripristinare la moneta nazionale. Se lo farà, i mercati finanziari mondiali precipiteranno nel caos e l’euro finirà di essere la divisa paneuropea.

Il problema sembra irresolubile, perché la Grecia sta letteralmente affondando nel debito. Pur avendo raggiunto un rendimento inverosimilmente alto, infatti, le obbligazioni emesse per ripagare il debito non sono sembrate appetibili.

La bancarotta quindi è inevitabile, perché il governo greco può inasprire fin che vuole le sue misure di austerity, il debito continuerà a esplodere.

La minaccia di lasciare l’euro ha spaventato diversi Paesi membri dell’Unione Europea. La Germania è corsa ai ripari, proponendo di ristrutturare il debito, ovvero di modificarne le condizioni originarie, per alleggerire l’onere del debitore. Se questo vincolo non sarà accettato, la moneta nazionale subirà una forte svalutazione e il debito arriverà al 200% del PIL. La proposta quindi è sembrata a molti un escamotage per guadagnare tempo in attesa che venga trovata una soluzione più efficace.

I greci si sentono in trappola e continuano a manifestare con crescente determinazione. Il panico finanziario si potrebbe estendere in tutta Europa. La crisi europea del debito, infatti, è fuori controllo e i problemi finanziari sono diffusi in tutto il continente.

Alcuni economisti prevedono che entro il 2012 l’euro collasserà insieme al dollaro e l’intero sistema finanziario sprofonderà nel caos.

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