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nostradamus
l'informazione vi distruggerà
12 marzo 2011
La follia neoliberista è entrata in collisione con l'ecosistema


Ogni diecimila anni si verifica una brusca alterazione del campo magnetico terrestre. Si hanno allora terremoti devastanti, tsunami che squassano il pianeta, isole inghiottite dal mare, continenti sommersi, estinzione di alcune specie e stravolgimento delle condizioni climatiche delle varie aree geografiche.

A questi fenomeni naturali si aggiunge poi un oscuro disordine della mente umana, che fa regredire l’uomo a epoche storiche che si credevano superate per sempre.

La proposizione da parte dei neoliberisti, infatti, di ricette economiche fallimentari solo per asservire ai loro interessi i Paesi che non intendono piegarsi alla loro volontà e la privatizzazione selvaggia di servizi e risorse ha inquinato l’ambiente, provocato un dissesto idrogeologico irreversibile, creato i presupposti per scatenare guerre coloniali senza fine e demolito per sempre l’ecosistema.

Il rimedio sta nell’abbandonare il petrolio e il nucleare, puntare tutto sulle energie rinnovabili, ridurre il nostro tenore di vita e aiutare i Paesi poveri ad aumentare il loro, fare turismo ecologico e tornare alla vita semplice di una volta.

L’avidità dei neoliberisti può essere sconfitta solo con la partecipazione democratica della società civile.


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11 marzo 2011
Riprende quota la teoria degli extraterrestri


Da tempo un certo disgusto frammisto a paura, oltre a un profondo scetticismo, si manifesta in noi ogni volta che qualcuno accenna alla teoria di Richard Hoover, un astrobiologo americano, che avrebbe scoperto in alcuni meteoriti che giacciono sotto i ghiacci perenni dell’Alaska e della Siberia tracce fossili inequivocabili, sotto forma di batteri, di vita extraterrestre.

A dire il vero, nessuno è in grado di affermare se i batteri trovati dall’astrobiologo costituiscano la prova certa dell’esistenza di una vita diversa dalla nostra. Anzi alcuni obiettano ironicamente che quelli che sembrano batteri altro non siano che buchi. Altri, invece, sostengono l’attendibilità alla teoria. Insomma c’è il sospetto che non se voglia parlare, per evitare che questa, pur essendo abbastanza credibile, possa diffondere il panico.

A giudicare, tuttavia, da quanto sta succedendo in ogni parte del mondo da una decina di anni a questa parte, e in particolare dallo spaventoso tsunami che si è scatenato in seguito al terremoto di questa mattina in Giappone, siamo portati a propendere per l’ipotesi che ci troviamo di fronte a qualcosa di scientificamente valido, ma su cui è preferibile sospendere il giudizio.


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10 marzo 2011
La socialdemocrazia tornerà a vincere



Negli ultimi decenni i partiti socialdemocratici hanno spostato lo scontro sul terreno dei neoliberisti, limitandosi, quando questi prendevano posizioni particolarmente ingiuste nei confronto delle classi disagiate, a chiedere provvedimenti meno devastanti, come fanno gli avvocati d’ufficio quando chiedono il minimo della pena.

Questo atteggiamento vergognosamente difensivo dipende dal fatto che la cosiddetta sinistra ha perduto la fiducia di quei gruppi sociali che, resosi conto della deriva capitalistica, si erano illusi che, sotto la loro guida, sarebbero tornati a ricomporsi in un soggetto collettivo di interessi. Ma poi, grazie ai continui cedimenti alle sirene del potere neoliberista, erano stati costretti a trasformarsi in un coacervo di individui egocentrici, ostili a ogni forma di solidarietà, chiusi in un mondo misero, fatto di astuzie e compromessi per ottenere un lavoro, un privilegio o un avanzamento di carriera.

L’atteggiamento subdolo dei trasformisti ha fatto di una società unita dal comune interesse a un modello di vita collettiva un’associazione di consumatori che, ridotti a uomini puramente virtuali, oggi non sanno pensare ad altro che a comprare merci inutili e seguire acriticamente i comportamenti irrazionali suggeriti dal mercato.

Quella che una volta era la base socialdemocratica si è così dissolta in una moltitudine di marionette “telecomandate”, indotte da una pubblicità asfissiante a produrre e consumare sempre di più, per arricchire i neoliberisti, in cambio delle briciole lasciate cadere dalle loro tavole.

A questo punto i consumatori schiavi devono prendere coscienza del fatto che un modello di sviluppo che, per aumentare i consumi, istituzionalizza la corruzione, convive con la criminalità, inquina il pianeta, diffonde l’illegalità, non persegue la giustizia sociale, non pone rimedio al dissesto idrogeologico si regge sul consumo non può che crollare non appena questi crollano. E, infatti, il collasso dei Paesi produttori di petrolio si sta trascinando dietro l’occidente globalizzato e consumista dei banchieri. Ancora una volta dunque Rosa Luxemburg ha dimostrato di aver ragione quando sosteneva che l’alternativa al socialismo è la barbarie.

In questo frangente dobbiamo ridurre i consumi al minimo, per abbreviare la nostra agonia. Quanto meno spenderemo, tanto prima verrà il momento in cui il neoliberismo imploderà lanciando fiamme come la bestia dell’Apocalisse.


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9 marzo 2011
L'uomo e il petrolio si estingueranno insieme


L’estrazione di petrolio, già adesso in declino, si ridurrà di due terzi entro il 2018. L’Arabia Saudita è in questo momento il maggior produttore e il Paese più stabile del Medio Oriente. Ma le cose stanno cambiando rapidamente e non è necessario aspettare quella data per vedere il pianeta sconvolto da guerre senza fine per impossessarsi di una risorsa della quale purtroppo non possiamo fare a meno.

Nei prossimi anni la sua esportazione rallenterà e l’afflusso di dollari diminuirà, ma la popolazione saudita aumenterà insieme all’esigenza di rivoltarsi contro un monarca che, nonostante le grottesche aperture alle donne - a cui verrà concesso addirittura di guidare la propria auto! - pensa solo ai suoi interessi, è intollerante, reazionario e fortemente condizionato dalla religione.

Le possibilità di sopperire alla mancata produzione di petrolio libico con quello saudita si andranno quindi riducendo sempre più. Re Abdullah non riuscirà a soddisfare le richieste provenienti da tutto il mondo. Il prezzo del barile sarà quindi sempre più alto, le economie occidentali, che sono quelle che maggiormente si reggono sul petrolio, soffriranno una recessione crescente e il libero mercato si estinguerà, perché l’uomo sarà costretto a smettere di consumare e tornare a risparmiare.

Ovviamente non si arriverà subito a questo sfacelo. Ma la tempesta sollevata dai giovani acculturati e dalle donne emancipate dalla presa religiosa andrà avanti senza sosta, portando ovunque una richiesta sempre più ineludibile di libertà e democrazia.



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8 marzo 2011
C'è una sola soluzione: la moderazione


Stanno imbavagliando la magistratura, imponendo la tortura di Stato, distruggendo la scuola pubblica e buttando sempre più famiglie sul lastrico … e la sinistra tace.

Inflazione e prezzo del petrolio sono fuori controllo, aumentano i tassi di interesse e le richieste di prestiti bancari, diminuiscono i depositi, si diffondono a macchia d’olio la malasanità, le violenze sessuali, il lavoro nero e l’evasione fiscale … e la sinistra non propone un programma alternativo per rimediare in qualche modo alla situazione.

Crollano i consumi e le iscrizioni all’università, mentre i prezzi dei beni rifugio si impennano. I titoli tossici sono in agguato, la crisi immobiliare è inarrestabile, la vendita delle case è in picchiata, aumenta il numero delle case pignorate … e la sinistra gira la testa dall’altra parte.

Aspettiamo di venire invasi da centinaia di migliaia di immigrati. I Paesi che non esportano petrolio saranno costretti a utilizzare le loro riserve di greggio … e la sinistra ripete i soliti slogan e raccoglie milioni di firme che non servono a niente.

Siamo nel caos totale. I cittadini hanno paura di quello che potrà accadere, ma non hanno un punto di riferimento verso cui indirizzare la loro indignazione … mentre la corte del sultano pensa ai prossimi bunga bunga, la maggioranza continua a sfornare leggi ad personam, incurante dei problemi che tolgono il sonno al Paese e la sinistra placebo si modera sempre di più.


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7 marzo 2011
E' arrivato il giorno della collera degli italiani


Siamo arrivati al colmo dell'esasperazione. Abbiamo superato il limite estremo della sopportazione. Da questo momento può succedere di tutto.
Da 16 anni assaltano la Costituzione, rinnegano i valori della Resistenza, erodono il Welfare, disprezzano la Cultura, bocciano i Diritti Civili  e creano leggi ad personam.
Adesso, in combutta con il vaticano, vogliono imporre il controllo bioetico sulle scelte individuali dei cittadini. Vogliono torturare i malati terminali, per soffocare il diritto all'autodeterminazione. Vogliono decidere come dobbiamo morire.
A costoro non importa niente che il malato terminale ha lasciato per iscritto che non vuole essere sottoposto a idratazione e alimentazione forzate. Non importa niente che l'articolo 32 della Costituzione afferma che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario" e "la legge non può violare in nessun caso i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Non importa niente che la Cassazione, la Corte Costituzionale e la Corte Europea hanno detto che idratazione e alimentazione sono terapie e quindi possono essere sospese. Non importa niente, infine, che l'80% degli italiani è contrario a ogni forma di accanimento terapeutico.
Questo è un altro motivo di scendere in piazza il 12 marzo. Il giorno della collera è arrivato. Ci auguriamo che la protervia di questa maggioranza non arrivi al punto di trasformarla in aperta rivolta.



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6 marzo 2011
Ecco perché gli Stati Uniti sono così inquieti


Ancora una volta Nostradamus ha colto nel segno.

La quartina 4 della Centuria III prevede, infatti, che “Quando il divario nell’Islam cadrà - cioè quando i musulmani formeranno  un solo popolo, come sta succedendo in questi giorni - // Ché non c’è differenza tra di loro, // Ci saranno invasioni e siccità, - cioè guerre e carestie - // Dove il profeta cominciò il lavoro - cioè in Arabia Saudita, il Paese dove Maometto iniziò la sua predicazione.

L’Arabia Saudita ha mandato 10.000 soldati nelle provincie del Nord Est a maggioranza sciita per evitare che l’undici marzo p.v., il giorno della collera, esplodano tumulti. Ma l’Iran ha minacciato il Re Abdullah che, se la rivolta sarà repressa, non resterà a guardare.

A sua volta il leader saudita, temendo che la maggioranza Sciita che vive nell’isola di Bahrain possa rovesciare la famiglia Sunnita di al-Khalifa, ha minacciato che, se la rivolta non sarà schiacciata, ci penserà lui a farlo. 

Nei prossimi giorni almeno 20.000 manifestanti, che hanno già fatto circolare le foto dei blindati e degli autobus pieni di poliziotti che si aggirano nei pressi del porto di Dammam, si incontreranno nella capitale per chiedere la fine della corruzione e il rovesciamento della dinastia Saudita.

L’Arabia Saudita controlla un quinto delle risorse petrolifere mondiali. Se cade, le turbolenze nella regione del Golfo arriveranno al parossismo e i rapporti tra le Potenze Mondiali subiranno cambiamenti inimmaginabili. Come si vede, la situazione è esplosiva. Ecco perché gli Stati Uniti sono così inquieti.


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5 marzo 2011
Il marcio della chiesa sta venendo a galla


Grazie alla Rete e al miglioramento del livello culturale dei cittadini del mondo, il marcio che la Chiesa Cattolica ha sepolto da secoli nel suo inconscio collettivo sta venendo fuori sempre più rapidamente. Di notizie su preti pedofili coperti dai loro superiori, stupri di suore e manovre finanziarie poco chiare veniamo a conoscenza più volte al giorno. L’opinione pubblica è sempre più sgomenta. Lo scandalo ha gettato nello sconforto milioni di credenti in ogni parte del mondo.

Sacerdoti operanti in 23 Paesi, in maggioranza africani, indotti dalla paura di contrarre l’AIDS a non servirsi delle prostitute, hanno stuprato, ingravidato e costretto ad abortire migliaia di suore, che venivano tacitate con dei favori. Il fatto è stato riferito da un quotidiano cattolico e il vaticano non solo non lo ha smentito ma ha ammesso di esserne a conoscenza.

Alla luce di questi avvenimenti, appare ridicolo che il capo della chiesa dichiari “peccatrici” le donne costrette ad abortire, mentre taccia quando lo stesso “peccato” è sistematicamente perpetrato dai suoi dipendenti.

Un prete americano ha abusato nel corso della sua carriera di 60 minori che frequentavano le diocesi in cui operava. Le vittime hanno accusato i suoi superiori di aver permesso al predatore di continuare a stuprare bambini nascondendo ai fedeli il suo passato di pedofilo.

Un parroco italiano, Don Ruggero Conti, è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di oltre 200.000 euro e di una multa di 42.000 euro per i ripetuti abusi dei ragazzi che frequentavano l’oratorio o i campeggi estivi che era solito organizzare.

I fedeli che hanno seguito le udienze con la speranza che la sentenza l’avrebbe prosciolto da ogni accusa, quando si sono resi conto della pesantezza della condanna gli hanno manifestato solidarietà e stima!



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4 marzo 2011
I Won't Pay


Gli automobilisti viaggiano gratis. I pendolari non pagano il metro o l’autobus o usano più volte lo stesso biglietto . I medici ospedalieri impediscono ai pazienti di pagare il ticket per le visite generiche presso gli ospedali statali.

Stiamo parlando della disobbedienza civile scatenata dal movimento I Won’t Pay dai greci costretti dal loro governo, per superare la crisi del debito, a subire imposte pesanti, tagli ai salari e alle pensioni e aumento dei prezzi dei servizi pubblici.

Abbiamo già pagato con le tasse, – dicono alcuni rivoltosi - abbiamo quindi il diritto di viaggiare gratuitamente. Altri alzano cartelli con le scritte I Won’t Pay for your crisis e Total Disobedience. La ribellione è insorta in seguito all’aumento del costo della vita e alla valanga di scandali scoppiati negli ultimi anni e sta rapidamente coinvolgendo la maggioranza della popolazione.

Il primo ministro Papandreu ha dato la colpa dei tumulti che si stanno diffondendo nel Paese al popolo e l’ha accusato di essersi lasciato andare all’illegalità. Si è lamentato, inoltre, del fatto che i suoi connazionali sono portati all’anarchia, tanto è vero che lasciano la moto sul marciapiedi e l’auto con il motore acceso in terza fila, non rispettano la segnaletica stradale, fumano nei locali dove è vietato, evadono il fisco e raggirano il prossimo.

Molti vedono, invece, questo movimento come il rifiuto delle classi meno abbienti di pagare per gli errori commessi da un governo corrotto e clientelare, e di rispettare le leggi quando le stesse vengono continuamente trasgredite dai politici.



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3 marzo 2011
La Teoria del Caos


Quando Bernanke, il presidente della Federal Reserve, abbassò i tassi di interesse per stimolare i consumi non prese in considerazione il fatto che il deficit di bilancio sarebbe arrivato a livelli insostenibili e che sarebbe passato alla Storia come l’inventore della Teoria del Caos.

Adesso che le previsioni più nere si sono avverate e il processo inflattivo, anche a causa dell’inarrestabile aumento della bolletta energetica, ha ripreso il suo malefico corso, il caos primigenio minaccia i fondamenti della globalizzazione e la possibilità di farla franca per il capitalismo si è ridotta al lumicino.

La gravità della situazione è dimostrata dal fatto che, non appena si è cercato di aumentare i tassi di interesse, l’inflazione si è trasformata in deflazione, vale a dire una diminuzione del livello dei prezzi determinata dal crollo dei consumi, che comporta una riduzione dei profitti delle imprese che si rifanno riducendo il costo del lavoro. I governi occidentali sono stati costretti tagliare il welfare, la scuola pubblica e i trasporti pubblici e questa decisione ha comportato a sua volta un aumento esponenziale della disoccupazione e un ulteriore crollo dei consumi in una spirale senza fondo.

La delocalizzazione non ha risolto il problema, in quanto, con i salari di cui godono, i cittadini dei Paesi dove sono state dislocate le aziende riescono a malapena a risolvere il problema della sopravvivenza.

Siamo arrivati così alla stagflation, una situazione in cui alla recessione si è aggiunta la disoccupazione e dalla quale è difficilissimo uscire.

Continuare a tartassare quelli che già pagano le tasse fino all’ultimo cent porterebbe a disordini sociali. A questo punto ai governi non resta altro da fare che combattere l’evasione fiscale, imporre la patrimoniale e far emergere il lavoro nero. Ma avranno il coraggio di farlo?


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